giovedì 17 luglio 2014

Uomini di IdV in vendita: De Gregorio

Da: Libero.it

Niccolò Ghedini sfotte Romano Prodi: "Stava bene al governo? Lo sapevamo..."

Niccolò Ghedini














In aula, a Napoli, testimonia Romano Prodi. Nel mirino, al solito, c'è Silvio Berlusconi: in questo caso per il processo sulla presunta compravendita di Senatori che fece crollare il secondo esecutivo del Mortadella, anno di grazia 2008. Si chiede a Prodi se fosse stato a conoscenza delle manovre in corso per far liquefare il suo esecutivo. L'ex premier si mostra cauto, spiega che c'era un "chiacchiericcio continuo". Poi l'obiettivo si sposta su Sergio De Gregorio, l'ex valorista al centro dell'inchiesta. E Prodi spiega: "Se avessi saputo che il senatore De Gregorio intendeva passare al centrodestra avrei avuto più attenzione. Io al Governo ci stavo bene". Il Mortadella chiude con una battuta, alla quale risponde con tempismo Niccolò Ghedini, il legale difensore del Cavaliere, presente in aula: "Lo sappiamo che ci stava bene...". Touché.

Ha poco da sfottere Ghedini: lui che ha la poltrona (vuota perché non ci sta mai ma ben pagata) in Parlamento grazie al suo cliente Silvio Berlusconi.
Parafrasandolo si può ben dire che "lo sappiamo tutti che lui in Parlamento ci sta bene" perché becca i soldi dei contribuenti come senatore senza lavorare, avendo il suo lavoro altrove: nelle Aule dei Tribunali al servizio di Berlusconi. 


mercoledì 16 luglio 2014

Questioni di Leggi ad hoc

Da: Il Fatto Quotidiano

Ruby, perché sette anni sono troppi

Per una volta i legali di Berlusconi non hanno tutti i torti: la condanna di primo grado nel caso Ruby non sta in piedi.  Se la pena fosse ridotta in appello non sarebbe uno scandalo. La condanna a sei anni (più l’anno per prostituzione minorile) per la telefonata del 27 maggio 2010 con il dottor Piero Ostuni, punisce troppo severamente Berlusconi e assegna alla Questura la patente immeritata divittima. Secondo i giudici, Berlusconi ha posto in essere una concussione per costrizione contro Piero Ostuni, il capo gabinetto della Questura di Milano, raggiunto nel cuore della notte per chiedergli di far consegnare Ruby a Nicole Minetti.
Quando c’è costrizione, dopo la riforma Severino del 2012, il minimo di pena è di 6 anni. La vecchia concussione (compresa quella per induzione) prevedeva pene da 4 a 12 anni mentre la nuova induzione indebita introdotta dalla legge Severino va da 3 a 8 anni. Per evitare il mezzo colpo di spugna per l’induzione contestata dal pm a Berlusconi, il Tribunale ha ricondotto la telefonata di Berlusconi alla costrizione e gli ha affibbiato 4 anni più 2 per l’aggravante. In tal modo la Questura resta una vittima e la legge Severino non produce alcun effetto in favore dell’ex premier, come invece è stato per il Pd Filippo Penati.
Il pm Ilda Boccassini aveva usato il verbo “indurre” nel capo di imputazione, ma con una forzatura argomentativa il Tribunale di Milano ha sostenuto che semanticamente la parola induzione usata dall’accusa non esclude la condotta di costrizione. Nel caso concreto però la verità sembra un’altra.
Il governo Monti ha fatto un bel favore a Berlusconi come al Pd Filippo Penati, che l’ha fatta franca grazie alla stessa legge Severino. La concussione per induzione è stata assorbita da un nuovo reato: l’induzione indebita a dare o promettere, che però punisce anche chi fa non solo chi riceve il favore. Nello schema iniziale dell’accusa, la liberazione di Ruby era l’utilità concessa al pubblico ufficiale Berlusconi che aveva indotto la Questura, vittima del reato, a fargli il favore.
La legge Severino ha fatto saltare questo schema e ha lasciato al giudice un’alternativa secca: o il pubblico ufficiale Berlusconi ha realizzato una costrizione e allora va punito severamente con la pena della vecchia concussione e in questo caso Ostuni è una vittima. Oppure c’è stata solo ‘un’induzione indebita a liberare Ruby e allora la pena scende a un minimo di 3 anni (massimo 8) ma è colpevole non solo Berlusconi ma anche chi gli ha fatto il favore.
In altri termini: se Berlusconi non ha costretto nessuno, il capo di gabinetto della Questura passa da vittima a complice, comunque non punibile perché nel 2010 la legge vigente non puniva quel comportamento. La sentenza invece opta per la costrizione e lascia sullo sfondo il ruolo della questura che comunque ha consegnato una minorenne a Nicole Minetti, poi condannata in primo grado per favoreggiamento della prostituzione, e a Michelle Conceicao, una 32enne che arrotondava facendosi pagare dagli uomini. La scelta di contestare la costrizione è figlia della posizione assunta dal Procuratore Edmondo Bruti Liberati, che il 2 novembre 2010, dichiarò: “La Questura ha operato correttamente con Ruby”. Anche per il Procuratore della Corte d’Appello Piero De Petris, la “concussione è per costrizione” perché nelle parole di Berlusconi quella notte c’era “una minaccia implicita, un intento intimidatorio che emerge lampante”. La prova? Secondo De Petris, i funzionari della Questura si accorsero subito che Ruby non era la nipote di Mubarak ma non dissero nulla al premier proprio per il loro stato di costrizione.
La tesi è debole. In mancanza della registrazione vale il resoconto di Ostuni che non fa mai riferimento a ordini o toni imperiosi. La sensazione è che la Questura si sia messa a tappetino appena ha sentito la voce del presidente. La concussione è un reato basato sul metus publicae potestatis e presuppone lo stato di soggezione derivante dall’abuso della qualità o funzione. In questo caso già c’è una vittima atipica: un funzionario pubblico e non un privato. Inoltre la Cassazione ha stabilito che per esserci costrizione la condotta del concussore deve “limitare radicalmente la libertà di autodeterminazione del destinatario”. E a Ostuni un margine di libertà restava eccome. Poteva benissimo richiamare Berlusconi e dire: “Scusi presidente ho verificato: Ruby è marocchina, non è egiziana e non è nipote di Mubarak. Viste le disposizioni ricevute dal pm, se non le dispiace, noi aspettiamo domani mattina per parlarne con il magistrato”. Se non l’ha fatto non è stato per una costrizione di Berlusconi ma per una sua scelta. Con tutta probabilità Berlusconi avrebbe battuto in ritirata e, se fosse andato avanti con le sue richieste, allora sì che si sarebbe potuta ipotizzare una costrizione degna di sei anni di galera. La condanna magari venerdì sarà confermata in Appello, ma più difficilmente reggerà in Cassazione.
Sarebbe meglio forse dichiarare subito l’amara verità: la legge Severino ha sostituito il reato contestato all’ex premier con uno diverso, punito con pena più blanda. La motivazione potrebbe suonare così: “Berlusconi non deve essere condannato a 6 anni ma a 4 anni perché il reato è stato abolito dallo stesso imputato con la complicità di Monti, Severino, Alfano e Bersani. Non c’è stata costrizione ma semplice induzione e la Questura non è una vittima perché era libera di reagire con la forza della legge. A malincuore, diamo atto a Berlusconi e soci di essere riusciti nel capolavoro di ridursi la pena con una legge denominata dai giornali senza sprezzo del ridicolo ‘anticorruzione’”. Una sentenza così motivata sarebbe più equa e avrebbe anche il pregio di ricordare a tutti un’amara verità: se l’Italia si trova in queste condizioni non è solo per colpa di un premier che faceva il bunga bunga e poi telefonava alla Questura. Ma anche perché c’erano e ci sono tanti funzionari che invece di resistere alle pressioni preferivano assecondare la sua volontà. Oltre a una sinistra che preferiva l’inciucio all’opposizione pur di approvare leggi utili sia a Berlusconi che ai compagni, come Penati.
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Grandi verità contiene l'articolo di Marco Lillo che, con competenza giuridica, chiarisce i fatti approfondendoli negli aspetti delle Leggi scritte ad hoc, nelle interpretazioni che ne fanno avvocati e magistrati ciascuno per la propria parte, nelle scappatoie che tali leggi offrono a chi sottilmente sa usarle a proprio beneficio.
Il volgo superficiale e poco propenso ad approfondire capisce poco, preso dagli affanni quotidiani, ed il Carrozzone Italia va avanti così... Come la canzone di Renato Zero.
Torna a brillare la presenza in Parlamento delle 5 Stelle: quanto mai utile nonostante gli errori e certe esagerazioni. 

Riporto qui sotto uno dei commenti più interessanti sotto l'articolo di Marco Lillo.

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      Secondo me Berlusconi ha commesso il reato di concussione per induzione perche' i poliziotti erano vincolati dalle disposizioni impartite dal PM Fiorillo. 
      Quindi non si puo' sostenere che non c'era alcuna alternativa, come affermano le sezioni unite della Cassazione quale condizione per configurare la costrizione, alla richiesta di affido della minorenne alla Minetti.
      Nota:
      Ostuni era il capogabinetto del questore di Milano e la Iafrate lavorara all'Ufficio Prevenzione Generale; a distanza di anni Ostuni e' diventato il vicario del questore di Milano e a Iafrate era stata messa alla direzione di una sezione della squadra mobile di Milano; I 2 poliziotti ,che hanno vacillato dinanzi al fatto che la marocchina non era nipote di un egiziano, sono stati promossi.
      Come diceva il piu' illustre cliente avuto dall'avvocato Coppi, a pensar male si fa peccato...

    lunedì 14 luglio 2014

    DNA

    La recente individuazione, tramite il suo DNA, dell'uomo che l'ha lasciato sui poveri resti di una ragazzina di 13 anni, ha indotto i giornalisti della trasmissione "Chi l'ha visto" a proporre ai discendenti del vero Prof. Canella un confronto con il DNA dei discendenti dello smemorato di Collegno, con cui la vedova Canella generò dei figli riconoscendo in lui il marito disperso in guerra. Il risultato è stato che l'uomo riconosciuto da lei come suo marito in realtà era il tipografo e truffatore Bruneri, come  già nel 1931 era stato stabilito da un Tribunale sulla base delle impronte digitali in possesso della Polizia, dato che Bruneri era un pregiudicato.

    “Non hai veramente capito qualcosa fino a quando non sei in grado di spiegarlo a tua nonna.”
    (Albert Einstein)
    Questa definizione attribuita al grande scienziato contiene una verità: per capire veramente le cose serve la conoscenza senza la quale credi di aver capito, ma le cose non ti sono chiare e rimani con il dubbio ed il dubbio lascia aperte le porte a suggestioni sbagliate, quando non addirittura medievali...
    Cercherò di spiegare con grande semplicità cosa è il DNA che l'ignoranza giornalistica tende a sminuire sviando il giudizio di chi non ha nessuna conoscenza scientifica.
     
    La Scienza, quella del metodo galileiano della prova sperimentale ripetibile, è l'unica certezza che abbiamo, noi uomini fallibili.
     J. D. Watson e F. H. C. Crick nel 1953 ricostruirono per la prima volta la molecola del DNA.

    Per chi non avesse in assoluto conoscenza scientifica spiego che una molecola è un insieme di atomi legati fra loro da legami chimici. Gli atomi sono alla base della materia di cui è fatto tutto.
    Il DNA contiene l'informazione genetica codificata che da l'input per costruire tutti gli aspetti dell'individuo biologico.
    Nel caso dell'uomo: il colore dei capelli, degli occhi, della pelle, la forma del naso, la lunghezza delle gambe ecc. ecc.. Tutto, ma proprio tutto sta dentro la doppia elica del DNA.

    Solo se sei il clone di un individuo puoi avere lo stesso DNA e fino ad ora l'uomo non è riuscito a clonare sé stesso.

    Dunque l'individuo che porta il cognome Bossetti è dimostrato che non è il figlio di colui di cui porta il cognome, come è dimostrato che lui è stato sul corpo di Yara che dichiara di non aver mai conosciuto. Improponibile sul piano scientifico che il DNA "viaggi" da un attrezzo ad una persona e da questa a Yara: non è una molecola che si possa "spargere" in giro superando spazi e luoghi.

    Infine per fortuna che esiste la Scienza, altrimenti vagheremmo ancora nelle suggestioni da buio Medioevo, vista la propensione di molti, anche apparentemente acculturati, a credere a quel che più gli piace, piuttosto che alla realtà oggettiva ed inconfutabile del codice genetico.
    Prova ne è la reazione del nipote del vero Canella, discendente del figlio che il povero professore disperso generò prima di partire per la Guerra '15-'18, il quale quasi non accettava il responso genetico che dimostra che i figli che sua nonna ebbe con lo smemorato non hanno il suo stesso DNA.
       

    domenica 13 luglio 2014

    Grillo spiritoso ma sincero

    Dal Blog di Beppe Grillo

    Il M5S ha messo alla prova la velocità di Renzie e ne ha constatato la lentezza da bradipo. Da settimane è stata data la nostra disponibilità a convergere sulla legge elettorale. Il M5S ha risposto alle richieste del Pd smpre in tempo reale, il Pd ha fatto ammuina. L'Italia, a differenza di Renzie e del notopregiudicato non può più aspettare i loro comodi discussi sempre privatamente nel "club Privè R&B". E' necessario concludere questo confronto al più presto. Per cui, se non verrà confermata una data di incontro con la nostra delegazione in settimana insieme a eventuali rilievi alle nostre risposte ne prenderemo atto e lasceremo che la trattativa si sviluppi con la benedizione del Colle tra il notopregiudicato, e forse da venerdì anche notocarcerato, e il bradipo fiorentino. Aspettiamo una risposta nelle prossime 24 ore, o, per agevolare Renzie, nei prossimi 1.440 minuti o 86.400 secondi. Scelga lui." Beppe Grillo, Gianroberto Casaleggio

    Grillo mi ha fatto ridere perché "bradipo" è il termine che uso spiritosamente con il più grande dei miei 5 nipoti, particolarmente pigrone... Lui spiritosamente lo accetta.

    Accetterà Renzi altrettanto spiritosamente questo giusto stimolo?
    Speriamo di sì.
    Per il futuro auspico una collaborazione proficua  fra Renzi, e quelli che nel PD la pensano come lui, e il Movimento 5 Stelle.
    Politicamente insieme rappresentano una buona fetta di voti... Forse così Renzi sarebbe meno propenso a cedere a certe richieste tipiche della gente berlusconiana...   

    sabato 12 luglio 2014

    Giustizia uguale per tutti

    Da: Il Messaggero

    Processo Ruby, l'amarezza di Berlusconi: «Ma non rompo il patto sulle riforme»


    Silvio Berlusconi incassa con silenziosa amarezza la requisitoria del sostituto procuratore generale di Milano sul processo Ruby e la richiesta di rinvio a giudizio giunta dalla procura di Bari per il “caso escort”. 

    E, almeno per ora, il leader di Forza Italia mantiene distinte le sue vicende personali dal cammino delle riforme.

    Da: La Repubblica
    Ruby,  in Aula la requisitoria contro Berlusconi: "Confermare la condanna a 7 anni"

    Confermare i sette anni di carcere inflitti in primo grado con una sentenza di cui "è innegabile la severità" ma che è comunque corretta. E' la richiesta di condanna per Silvio Berlusconi formulata dal sostituto procuratore generale di Milano Piero De Petris al processo d'appello sul caso Ruby. Il pg, al termine di una requisitoria durata circa sei ore, ha chiesto ai giudici di non concedere all'ex premier le attenuanti generiche sia "per i fatti di reato contestati, sia per il complessivo comportamento tenuto dall'imputato", sia per il precedente penale della condanna per il caso Mediaset.

    IIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII

    Per chi entrasse per la prima volta in questo blog: non ho mai votato per Berlusconi ed il suo partito, dunque non sono certo di parte.

    So bene che è un uomo che vuole stare nelle Istituzioni ma non vuole stare alle regole che le Istituzioni si sono date e si danno.

    Detto questo però mi aspetto uguale severità per persone come il Dirigente di Trenitalia Mauro Floriani, marito di Alessandra Mussolini, dalle Cronache Giudiziarie accertato e ripetuto cliente della 14enne prostituta dei Parioli di Roma.




    iiiiiiiiiii

    Da: FreeNewsPOS 

    Chi è Mauro Floriani, il marito di Alessandra Mussolini

    . Ex capitano delle Fiamme Gialle, soprannominato “capitano Mussolini”, Floriani è oggi un manager di Ferrovie dello Stato, ai vertici della società che si occupa del patrimonio immobiliare, ex Metropolis e oggi Ferservizi. La coppia ha attraversato indenne anche un altro periodo piuttosto convulso, quando Floriani passò da capitano della Finanza a manager, venendo assunto dalla stessa persona su cui stava indagando.


    Dall'articolo de "Il Fatto Quotidiano" sulle ammissioni davanti ai magistrati del marito della Mussolini qui in foto con la moglie

    venerdì 11 luglio 2014

    Rocca Priora prima del fatidico 30 giugno 2014

    DA: La Notizia h24.com
    Le notizie di Roma e Provincia e Frosinone e Provincia

    Rocca Priora, il fallimento della raccolta differenziata a Colle di Fuori è sotto gli occhi di tutti. La denuncia di una cittadina

    aprile 24, 2014 • CronacaIN EVIDENZARocca Priora
    RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO: Mi chiamo Elisa, ho 38 anni, 2 figli. Vivo a Rocca Priora, per l’esattezza nella frazione di Colle di Fuori, da circa 25 anni. Lavoro “regolarmente” da precaria da quasi 5 anni, così come regolarmente pago le tasse e tutti i servizi di cui usufruisco. Sono attiva in un Comitato per la difesa del territorio dei Colli Prenestini e dei Castelli Romani. Sono in buona saluta ed in piena capacità di intendere e di volere. Mangio, bevo, dormo e vado tutti i giorni al bagno. Sono felice. Ho un problema però: per quanto io mi sforzi di ridurre, riciclare, riutilizzare e riusare (le famose 4 erre), continuo a produrre rifiuti. Questo, ne sono consapevole, non è un problema che riguarda solo me e la mia famiglia, ma è una piaga che prima o poi, se non cambiamo strategie e abitudini sociali e personali, ci seppellirà tutti. Quindi, senza addentrarmi in questa sede, sulla necessità  di una rivisitazione dei rifiuti nei termini di risorsa, vorrei arrivare direttamente al nocciolo della faccenda. Una premessa necessaria e sufficiente la vorrei però esternare: non mi candido alle elezioni e non ho amici o parenti in lista.  Detto ciò torno al mio personale problema: io i rifiuti li separo! Cioè “faccio la differenziata”, ossia metto la carta con la carta, la plastica con la plastica, il vetro con il vetro, l’umido in compostiera e il residuo a parte. Semplice, no? E’ la base, l’abc. Non mi costa fatica, lo faccio quasi con passione e lo insegno ai miei figli. E’ una mia scelta personale e cosciente in quanto a Rocca Priora non viene effettuato ancora il servizio di raccolta porta a porta. Esistono e resistono le famose campane, si, quelle ormai in disuso quasi ovunque nel resto del mondo civile, proprio loro. Noi a Rocca Priora abbiamo le campane. Mi correggo: “noi a Rocca Priora abbiamo le campane sempre piene”. Il problema è questo: non riesco a buttare la differenziata. Esco in cerca di fortuna con la macchina carica di plastica, carta, vetro e secco e, se la caccia alla campana è stata fruttuosa, torno a casa “solo” con la plastica, altrimenti con due o più materiali. Il secco no, con il secco mi impongo la legge della giungla: solo il più forte vince. Spesso riesco ad essere più forte del cassonetto e, prepotentemente, spingo il sacchetto all’interno e vinco la partita con l’indifferenziato! Mi consola? No, non mi consola affatto naturalmente, anzi, mi altera, molto, moltissimo. Allora torno a casa, prendo la macchinetta fotografica, il foglio, la penna (wow come un vero fotoreporter!) e esco di nuovo per il “campana’s tour”: Via di Valle Clementina = due cassonetti per l’indifferenziato (di cui uno inutilizzabile, in quanto mancante di manico e pedale per l’apertura) e una campana per la plastica: entrambe le tipologie sono costantemente piene. Via Valle della Giumenta = due cassonetti, una campana per la carta, una per il vetro, una per la plastica: se ti dice bene riesci a buttare secco e vetro. Via Michele Lega = svariati cassonetti e campane per la carta, quindi, forse, riesci a liberarti anche di quest’ultima. Cammina, cammina e arrivi fino a via Fonte della Tegola = indifferenziato, carta e plastica: cosa mi era rimasto? ah si, la plastica! Peccato, la campana è piena … torno a casa (con la plastica), avendo però nel frattempo anche percorso 4 km.
    Allora, se non vogliamo parlare del rispetto delle direttive europee, dei solenni impegni presi dall’amministrazione comunale ad ottobre 2012 circa il raggiungimento, entro la fine dello stesso anno, del 65% di raccolta differenziata, dell’applicazione della tariffa puntuale sui rifiuti e degli incentivi ai cittadini virtuosi che riciclano meglio, del contratto stipulato, in data 17/12/2013, dal comune di Rocca Priora con la Società SARIM ed avente per oggetto la raccolta dei rifiuti urbani con modalità differenziata domiciliare, (servizio che può essere immaginato soltanto in un futuro molto remoto) dicevo, se non vogliamo parlare di tutto ciò, almeno svuotateci le campane!
    A fronte di tanta gente incivile che gettava calcinacci, grosse piante, mobili ed elettrodomestici accanto agli scomparsi cassonetti esiste anche gente come Elisa che davvero mi piacerebbe conoscere perché è come me e, debbo dire, mi ricorda mia figlia che abita a Roma ed anche lei da anni fa ostinatamente la differenziata anche se poi ha scoperto che l'AMA ritirava i variopinti cassonetti con rifiuti differenziati tutti in un unico camion...
    Elisa scriveva questo ad aprile. Chissà come ha aspettato l'evento della partenza della differenziata porta a porta!
    Ed ecco come è partita!
    Nessuno risponde alle istanze dei cittadini. Tacciono i responsabili. Al massimo rispondono con promesse che non si concretizzano.
    Intanto tutto questo costa qualche milione di euro ai cittadini. 
    Il Comune deve risponderne, non può stare in silenzio.
    Il 31 luglio scade la seconda rata della TARI.
    Cosa pensa di fare il Comune con la SARIM?
    Ieri hanno portato via la plastica ed io ho dovuto raccogliere con le mani due rifiuti in qualche modo fuoriusciti dai sacchi che però sia io che i miei vicini avevamo messo fuori chiusi. Davanti al cancello della mia vicina avevano lasciato un piatto di plastica che anche lei ha dovuto raccogliere...
    Se gli animali o le intemperie lacerano i sacchi sottili durante le ore in cui sono esposti fuori dalle abitazioni cosa deve fare il cittadino pagante? Pure pulire? O lo deve fare il Servizio di ritiro rifiuti?
    Torno sull'appalto e su chi deve vigilare perché venga rispettato.
    Vogliamo delle risposte.   

    giovedì 10 luglio 2014

    Rocca Priora: richiamo alla trasparenza

    ----- Original Message -----
    Sent: Thursday, July 10, 2014 9:37 AM
    Subject: Raccolta differenziata Rocca Priora RM

    Ai Responsabili in indirizzo
    A 10 giorni dalla partenza della raccolta differenziata a Rocca Priora RM e nonostante telefonate e segnalazioni al Dott. Angelo della SARIM e ai responsabili comunali, mie personali e di altri utenti, la situazione è la seguente:
    1) Gran parte dei paganti la TARI è priva dell'occorrente per effettuare la raccolta differenziata. Ad esempio io, intestataria della cartella TARI, ho solo il bidone dell'umido che mio marito, Dott. Giuliano Natali, ha ritirato recandosi presso il chiosco in centro paese.
    2) Nella Via Mediana alcuni hanno ricevuto i bidoni altri no. Alcuni ne hanno ricevuta una parte. Se chiamano il numero verde ottengono rassicurazioni e promesse che NON corrispondono poi alla realtà dei fatti.
    3) In zona Belmonte situazione identica sia per i bidoni sia per il mancato ritiro del vetro nel passato giro.
    4) Mi segnalano che i ragazzi addetti alla distribuzione in alcune zone hanno lasciato il kit dei bidoni in doppione davanti alle abitazioni provviste di 2 cancelli.
    Si chiede cosa si intenda fare per far rispettare l'appalto dato e quali sono le eventuali penali per un simile disastro organizzativo: non si tratta di critica sterile né di disfattismo, ma di banale buonsenso che qualcuno ha perso mettendo la popolazione in una situazione ridicola in cui dal 26 giugno non ha più i cassonetti senza avere l'occorrente per la raccolta differenziata.
    Si richiamano gli amministratori comunali al senso di responsabilità verso chi paga la TARI e si chiede se sono stati distribuiti i bidoni ad abitazioni che non la pagano.
    Infine si suggerisce di usare il database del comune con TUTTI gli indirizzi dei contribuenti della TARI e di consegnare i bidoni usando quell'indirizzario.
    Rita Coltellese in Natali
    Via Mediana, 89

    Rocca Priora RM

    mercoledì 9 luglio 2014

    Movimento 5 Stelle unico nelle cose giuste

    Da: Libero.it
    DOPO IL CASO GENOVESE

    La Boldrini salva lo stipendio degli onorevoli arrestati

    Respinta la richiesta di sospensione dell'indennità presentata dai grillini: ci vuole una legge ad hoc


    La Boldrini salva lo stipendio degli onorevoli arrestati
    Giù le mani dallo stipendio. Per intervenire sulle paghe dei deputati ci vuole una legge ad hoc. Anche se i deputati in questione dovessero essere arrestati e quindi impossibilitati a partecipare ai lavori dell'Aula e a svolgere le loro funzioni di parlamentari. Lo affermano i questori di Montecitorio, che hanno respinto la richiesta del Movimento cinque stelle che chiedeva di sospendere il pagamento delle indennità ai deputati arrestati, dopo il caso di Francantonio Genovese. L'ufficio di presidenza, presieduto da Laura Boldrini, ha approvato (e ci mancherebbe!) il parere dei questori (contrari solo i pentastellati, mentre si è astenuto Edmondo Cirielli di Fratelli d'Italia), per i quali non può essere presa una decisione che incide sullo status dei deputati dall'ufficio di presidenza. Contro il parere dei questori ha voluto mettere agli atti il suo dissenso il vicepresidente M5s della camera Luigi Di Maio, sottolineando come la sospensione sia una provvedimento temporaneo e non definitivo. E come l'assenza di precedenti, sottolineata dai questori, non sia considerabile ostativa a una decisione della presidenza.

    Se un qualsiasi lavoratore viene arrestato viene immediatamente sospeso dal servizio a zero assegni. Se prosciolto viene reintegrato.
    La Casta no. Siamo alle solite: come per le pensioni, a noi un tetto, al massimo 2 pensioni e la seconda viene decurtata... Alla Casta pensioni d'oro e senza cumulo: vedere post vecchi sull'argomento con cifre documentate e corredate da nomi.
    Lo schifo continua in tutto il suo splendore. 

    Diritto alla difesa oltre la Prova Scientifica ripetuta e ripetuta

    Da: La Repubblica.it

    “Bossetti si ferì lottando con Yara, quella goccia di sangue sugli slip è stata la sua condanna”

    Il gip: Dna inconfutabile. E la calce nei polmoni lo lega al muratore. Il fratello della vittima: un uomo con barbetta e auto grigia la seguiva