domenica 20 luglio 2014

Per Ustica tutti zitti: USA ed ONU

Da: La Stampa

Aereo abbattuto, Usa contro i filorussi:
Obama: “Serve subito il cessate il fuoco”

Le vittime sono 298 tra cui 80 bambini e 189 olandesi. Il presidente americano: «Pronti ad altre sanzioni». Mosca respinge le responsabilità, 4 giorni di tregua
Sono i separatisti filorussi i principali indiziati per il disastro del boeing malese abbattuto ieri con 298 persone a bordo sui cieli dell’Ucraina orientale da un missile terra-aria. Lo denunciano gli americani, sostenendo che il razzo è partito da un’area controllata dai filorussi, e confortati da intercettazioni telefoniche in cui gli stessi separatisti si attribuiscono la responsabilità dell’accaduto. 
La Russia, sotto assedio per il suo sostegno alla causa separatista, mantiene un profilo basso invocando la pace, mentre il Consiglio di sicurezza dell’Onu chiede un’inchiesta internazionale indipendente. 

LE VITTIME  
Il bilancio è spaventoso: 298 morti tra cui 80 bambini. Decine di passeggeri erano diretti a Melbourne per il convegno mondiale sull’Aids. A bordo vi erano 189 olandesi. La Farnesina ha confermato che c’ era un cittadino con doppio passaporto italiano e olandese, con il figlio. Il ministero degli Esteri ha aggiunto che «continuano comunque le verifiche con gli altri partners per escludere la presenza di altri italiani a bordo del velivolo». La Malaysian airlines ha riferito che a bordo vi erano 283 passeggeri e 15 membri dell’equipaggio, tutti di nazionalità malese. Fra i passeggeri, oltre agli olandesi, viene confermata la presenza di 29 malesi, 27 australiani, 12 indonesiani, nove britannici, quattro tedeschi, tre filippini e un canadese. Obama ha confermato anche la presenza di uno statunitense. 

LE ACCUSE  
Intanto si stringe il cerchio intorno ai filorussi, che da mesi combattono una guerra civile contro Kiev nell’Ucraina orientale. L’intelligence americana, in particolare, rileva che il velivolo della Malaysia Airlines è stato certamente abbattuto da un missile terra-aria lanciato dal territorio in mano ai separatisti, e «molto probabilmente» sono stati loro. Concetto ribadito dal presidente Barack Obama, che poi punta il dito contro la Russia. Pur sollecitando un’indagine internazionale «credibile» e «imparziale» e «senza dare retta alle speculazioni», Obama rileva come Mosca continui a sostenere i separatisti, fornendo loro armi pesanti e artiglieria antiaerea, e quindi chiede a Putin di «concordare con i filorussi un immediato cessate il fuoco», anche perché «la Russia finora non ha fatto nulla per imboccare la strada della pace». Altrimenti, ammonisce Obama, le sanzioni aumenteranno. 

IL CASO ALL’ONU  
Da Mosca si registra un’attenuazione dei toni rispetto alle ore immediatamente successive all’accaduto. Il presidente russo Vladimir Putin, che ieri aveva addossato la responsabilità a Kiev per aver ripreso le attività militari contro i ribelli, si limita ad auspicare un’indagine imparziale ed oggettiva. Successivamente, il leader del Cremlino fa sapere di essere «in costante contatto» con il collega ucraino Poroshenko per trovare una «soluzione pacifica duratura» alla crisi tra Mosca e Kiev. Il disastro aereo finisce anche sul tavolo del Consiglio di Sicurezza dell’Onu, che in una riunione d’emergenza sollecita «un’inchiesta internazionale completa e indipendente». A Palazzo di Vetro, tra l’altro, l’ambasciatore ucraino porta la `pistola fumante´ che per Kiev inchioderebbe i filorussi: delle intercettazioni telefoniche tra miliziani di Donetsk e intelligence russa in cui i primi affermano di «aver buttato giù» un aereo civile. 

LA POSIZIONE RUSSA  
L’ambasciatore russo, da parte sua, accusa il governo ucraino di non aver chiuso lo spazio aereo sopra la zona degli scontri e chiede di non fare pressioni sull’inchiesta con «ipotesi e insinuazioni». Come prova di buona fede, il ministro degli Esteri Sergei Lavrov fa sapere che Mosca non prenderà in consegna la scatola nera del velivolo, che si trova nelle mani dei separatisti e che dovrà essere analizzata dagli esperti internazionali. 
Sul terreno, i leader dell’autoproclamata “Repubblica di Donetsk” respingono la richiesta di cessate il fuoco avanzata da Washington e Bruxelles, ma concedono l’ingresso agli ispettori dell’Osce - arrivati in serata - nell’area del disastro. E nell’incandescente regione la violenza continua. A Lugansk, una delle roccaforti ribelli, le autorità comunali denunciano l’uccisione di una ventina di civili da parte dei militari di Kiev. Oggi però i riflettori restano puntati sulla tragedia dei cieli sul volo Amsterdam-Kuala Lumpur della Malaysia Airlines: «I corpi cadevano dal cielo», raccontano alcuni abitanti dei villaggi vicini alla zona dove il Boeing 777 è precipitato. Altri riferiscono di aver trovato pezzi di fusoliera nei propri cortili.

Qualcuno, mio marito, mi ha fatto notare che Obama alza la voce, ma quando fu di Ustica a nessuno glie ne è fregato niente.
Tutti abbiamo capito come andò anche se la trama dei depistaggi è stata degna della CIA, complici i nostri Servizi.
Morti di serie B quando ad abbattere un aereo di linea sono certe combriccole occidentali che furbescamente volevano fare fuori Gheddafi. Ora sono morti tutti: il despota Gheddafi, colui che telefonò per avvertirlo dell'agguato che gli avevano preparato, oltre a tutti quelli a cui hanno chiuso la bocca avendo visto in diretta sui tracciati radar la bella azione di guerra messa in atto sui cieli italici. 

sabato 19 luglio 2014

Antonio Di Pietro sull'assoluzione di Berlusconi

   Montenero, 18 luglio 2014 -
 Le sentenze si rispettano sempre, sia quando piacciono che quando non piacciono e a me francamente non piace né la sentenza di appello di oggi che ha assolto Silvio Berlusconi per la vicenda Ruby, né la sentenza di primo grado che invece, per gli stessi fatti, lo aveva condannato a 7 anni di carcere.
Ripeto, le sentenze vanno sempre rispettate ed io anche stavolta mi atterrò a questo sacro principio. Le sentenze però possono anche essere serenamente commentate (pur rispettando i giudici, gli accusati e gli accusatori).
Ciò premesso, a me pare che - nel caso di specie - ci siano state due forzature di troppo: in primo grado aver condannato Berlusconi anche per"concussione per costrizione" ed in appello averlo assolto anche per il reato di "prostituzione minorile”.
Ma andiamo con ordine ed innanzitutto riassumiamo la vicenda.
La Procura della Repubblica di Milano, in relazione alla vicenda Ruby, aveva accusato Berlusconi di due specifici reati: quello di aver avuto rapporti sessuali con la minorenne Karima-Ruby El Marhouh (Ruby Rubacuori,appunto) punito dall’art. 600 bis del codice penale con la pena da uno a sei anni di reclusione e quello di concussione per costrizione punito dall’art. 317 del codice penale con la pena da sei a dodici anni di reclusione, per avere egli– nella sua qualità, all’epoca dei fatti, di Presidente del Consiglio in carica- abusato di tale sua qualità per "costringere” il Capo di Gabinetto della Questura di Milano Pietro Ostuni a far rilasciare la predetta Ruby (che, nel frattempo era stata portata in Questura dagli agenti di Polizia ed ivi trattenuta per accertamenti) sostenendo che, altrimenti, sarebbe successa una diatriba internazionale in quanto la predetta era imparentata con l’exPresidente egiziano Hosni Mubarak (mentre invece, nella realtà era ed è una cittadina marocchina che nulla aveva a che vedere con l’Egitto).
Ebbene, i giudici di primo grado hanno riconosciuto Berlusconi colpevole di entrambi i reati, ritenendo provato sia che Berlusconi fosse perfettamente al corrente che la signorina Ruby fosse minorenne (e quindi aveva il dovere di non avere rapporti sessuali con lei perché appunto la legge vieta ai maggiorenni di avere rapporti sessuali con minorenni) sia che il funzionario della Questura Ostuni fosse stato costretto ad assecondare le richieste del Presidente del Consiglio di far uscire dalla Questura la signorina Ruby. http://www.antoniodipietro.it/wp-includes/js/tinymce/plugins/wordpress/img/trans.gif
I giudici di Appello, invece, hanno assolto Berlusconi da entrambi i reati, sebbene con motivazioni diverse. Egli infatti è stato assolto dall’accusa di concussione "perché il fatto non sussiste” e dall’accusa di prostituzione minorile "perché il fatto non costituisce reato”.
Assoluzione che ho così tradotto "in di pietrese” a mia sorella Concetta che – qui a Montenero dove mi trovo - me ne ha appena chiesto spiegazione: i giudici di appello hanno assolto Berlusconi dall’accusa di concussione perché il dr. Ostuni della Questura di Milano non era e non può essere considerato alla stregua di un "povero cristo” che - siccome gli telefona il Presidente del Consiglio - si impaurisce a tal punto da non potergli "resistere” e quindi da non potergli dire che Ruby non era e non poteva essere affatto parente di Mubarak e soprattutto che non poteva essere rilasciata nell’immediatezza in quanto, anche nei suoi confronti, dovevano essere effettuati gli accertamenti di rito che ogni Ufficio Stranieri di ogni Questura d’Italia ha l’obbligo di svolgere in casi del genere.
Insomma, ai giudici di Appello potrebbe essere sembrato più plausibile che il dr. Ostuni si sia volontariamente adeguato alle richieste di Berlusconi, pur essendo le stesse improprie e fuori luogo. Attenzione però: per capire meglio le ragioni per cui i giudici di Appello si sono determinati ad assolvere Berlusconi dobbiamo attendere la pubblicazione delle motivazioni perché non dobbiamo dimenticarci che, nel frattempo, è  intervenuta le legge n.190 del 6 novembre 2012 con cui è stato di fatto abolito il reato di"concussione per induzione”, reato tipico di chi vuole convincere spintaneamente – si ho detto "spintaneamente” e non spontaneamente – un pubblico ufficiale a favorirlo, abolizione che è comunque intervenuta a fagiolo per risolvere anche questo caso (come anche il "caso Penati”, in verità).
Quindi, ed in conclusione, per la Corte di Appello di Milano -mancando un elemento essenziale per la commissione del reato (ovvero la"costrizione”) - il fatto-reato "non sussiste”, vale a dire che è come se non si fosse mai verificato
Berlusconi, però, è stato assolto anche dall’accusa di prostituzione minorile ma in questo caso non perché "il fatto non sussiste” bensì perché "il fatto non costituisce reato”, vale a dire che – sempre secondo i giudici di Appello- il "fatto” c’è o ci potrebbe essere stato ma non è reato in quanto Berlusconi non aveva avuto la percezione di avere a che fare con una minorenne (anche in questo caso, comunque è bene attendere la pubblicazione della sentenza per capire meglio su quali elementi di fatto i giudici sono arrivati a tale conclusione).
Così stando le cose, e tornando all'inizio del mio discorso, ribadisco che a me – pur dovendo rispettare, come rispetto, entrambe le sentenze – nessuna delle due mi convince.
Già non mi aveva convinto la sentenza di primo grado e cioè quella che aveva condannato Berlusconi per "concussione per costrizione” ai danni del dr. Ostuni e ciò in quanto a me è sembrato sin da primo momento più plausibile che tale funzionario della Questura di Milano possa aver deciso di sua sponte di assecondare Berlusconi o quanto meno possa esservi stato "indotto” dal fatto che stava parlando con il Presidente del Consiglio in persona ma in tal caso -come abbiamo sopra precisato – tale tipo di reato era stato nel frattempo abolito dalle legge n. 190 del 2012 (che fortunata coincidenza, eh!!!).
Comunque per me - per come sono fatto io e per come mi sono sempre comportato -  avrei preferito che il funzionario della Questura avesse reagito come dovrebbe reagire sempre un Pubblico Ufficiale "con le palle”(scusate il termine), resistendo a qualsiasi pressione esterna, fosse pure del Presidente del Consiglio!!!
Bene quindi hanno fatto i giudici di Appello a rivedere questopassaggio della sentenza di primo grado, anche se, forse poteva essere meglio esplorata la figura processuale del nuovo reato pure introdotto dalla legge n.190/12 (istigazione alla corruzione) e, comunque, attendiamo di leggere come si esprimeranno in relazione all'abolito reato di "concussione per induzione”.
Non mi convince, invece,  neanche l’assoluzione che in Appello i giudici hanno riconosciuto a Berlusconi per il reato di prostituzione minorile e ciò perché non vedo la ragione per cui costui si sia dato tanto da fare quella notte per far uscire dalla Questura la ragazzina Ruby Rubacuori e farla affidare addirittura alle cure della nota consigliere regionale ma,soprattutto, igienista dentale Nicole Minetti se non perché poteva sapere che la ragazza era minorenne e quindi poteva metterlo nei guai.
Ma comunque, ripeto, le sentenze si rispettano ed io ho voluto esprimere le mie riserve, solo per far sapere come la penso e non già per pretendere di giudicare gli altri.
Per il resto chi vivrà vedrà!!!
Antonio Di Pietro – già magistrato ed ora contadino


Pubblico l'opinione di Antonio Di Pietro perché, pur avendomi deluso totalmente sul piano politico, conosco la sua intelligenza giuridica, prima come commissario di Polizia poi come magistrato.
La mia opinione su questa vicenda già l'ho espressa con vari post precedenti, quello che qui chiarisce meglio Antonio Di Pietro è la data della Legge Severino che spiega molte cose.
Mio marito ad esempio, proprio ieri, si diceva convinto che le due sentenze erano state emesse entrambe DOPO tale legge, non ricordando esattamente la data della prima sentenza di condanna a 7 anni.  Qui Di Pietro chiarisce, invece, che la Legge fatta durante il governo Monti è dirimente fra le due sentenze influenzando inevitabilmente la seconda.
A parte le considerazioni assolutamente negative sul governo Monti e le sue ministre befane che hanno portato solo carbone al popolo italiano, si rimane esterrefatti di fronte al "non è reato in quanto Berlusconi non aveva avuto la percezione di avere a che fare con una minorenne ". Chiedo ad Antonio Di Pietro, a cui invio questo post, se da professionista del diritto non ritenga che questa sentenza sia devastante per questo tipo di odioso reato e se non costituisca un precedente che aiuterà i pedofili a sfuggire alla giusta punizione.

venerdì 18 luglio 2014

Dopo il vergognoso epilogo.. il riassunto

Da: Il Fatto Quotidiano

Bruno Tinti
Ex magistrato, giornalista e scrittore italiano

Caso Ruby, il Csm censura l’unica persona che fa il suo dovere

Personaggi. Annamaria Fiorillo: sostituto procuratore presso la Procura dei minori di Milano. Ingiunge a Giorgia Iafrate di affidare a una comunità la minorenne marocchina Ruby. Giorgia Iafrate: commissario presso la Questura di Milano. Viola le direttive ricevute e affida Ruby alla igienista dentale di B., Nicole Minetti. Pietro Ostuni: capo di gabinetto. “Consiglia” a Giorgia Iafrate di ignorare le direttive di Annamaria Fiorillo. Silvio Berlusconi detto B.: presidente del Consiglio. “Consiglia” a Pietro Ostuni di ingiungere a Giorgia Iafrate di ignorare le direttive di Annamaria Fiorillo. Roberto Maroni: ministro dell’Interno. Afferma pubblicamente che la Polizia aveva affidato Ruby alla Minetti obbedendo alle direttive impartite da Annamaria FiorilloEdmondo Bruti Liberati: procuratore della Repubblica di Milano. Emana un comunicato stampa in cui afferma che l’affidamento di Ruby si è “svolto correttamente”. Monica Frediani: procuratore della Repubblica per i minori di Milano. Vieta ad Annamaria Fiorillo di parlare con i giornalisti per smentire le affermazioni false di Maroni e Bruti Liberati. Consiglio Superiore della Magistratura, detto Csm, composto da membri togati (magistrati nominati dalle correnti) e da membri laici (persone nominate dai partiti). Rifiuta di aprire una pratica a tutela richiesta da Annamaria Fiorillo al fine di smentire le menzogne di Maroni e Bruti Liberati; poi condanna disciplinarmente la stessa per aver spiegato ai giornalisti che Maroni e Bruti Liberati avevano mentito.
Trama della tragicommedia (farsa/tragedia?). La minorenne Ruby è accusata di furto, fermata durante la notte. Si accerta che è senza fissa dimora. Il Pm minorile Fiorillo ordina alla polizia di affidarla a una comunità (così prescrive la legge). Il potente B., probabilmente amante di Ruby, teme che costei lo “sputtani” e “ordina” di consegnarla alla sua fida “igienista dentale”. Ostuni e Iafrate, lieti di compiacere il potente ovvero spaventati da lui, obbediscono. Molti cantastorie raccontano il trionfo del vizio; forte è l’indignazione dei benpensanti. Maroni, compagno di governo di B., spontaneamente o sollecitato, li rassicura con una menzogna: la Polizia ha fatto il suo dovere, obbedendo agli ordini del pm. Bruti Liberati gli fa eco, non si sa se con consapevole menzogna o superficiale accertamento: la Polizia ha agito “correttamente”.
Fiorillo si incazza: mi fanno passare per ignorante o, peggio, serva di B.; chiede al Csm di valutare i fatti e intervenire a sua tutela perché sia chiaro che ella ha fatto il suo dovere, applicando la legge. Il Csm (che di pratiche a tutela ne ha fatte qualche migliaio) si dichiara non competente. Bruti Liberati si guarda bene dal correggere il suo falso comunicato. Fiorillo, abbandonata da tutti e additata come incompetente professionista al pubblico disprezzo, racconta a giornalisti cartacei e televisivi come sono andate le cose.
Bugiardi colposi e dolosi si arrabbiano e il Csm condanna Fiorillo per aver trasgredito all’ordine esplicito del suo capo FredianiPer scaricarsi la coscienza, il Csm affetta virtuosa integrità: condanno perché la legge è legge; ma sento il bisogno di affermare che la vicenda si è svolta così come ha dichiarato Fiorillo. Qualche anno dopo, uno scriba ignoto, indignato per lo strazio arrecato alla virtù e per l’omaggio offerto al vizio, riprende la storia e ne immagina un confortante sviluppo. Annamaria Fiorillo si ricorda della favola del panettiere, del Re di Prussia Federico II e del giudice di Berlino; e presenta un ricorso alla Corte di Cassazione. Racconta che il sostituto procuratore generale che chiese la sua condanna al Csm era Elisabetta Cesqui, personaggio di spicco di Magistratura democratica, di cui Bruti Liberati è stato a lungo presidente ed è vera e propria icona. Sommessamente lamenta che ragioni di opportunità (anche i pm debbono essere e apparire imparziali) avrebbero consigliato di affidare l’accusa a persona meno legata al procuratore di Milano, il cui comunicato stampa sarebbe stato platealmente smentito dalla sua assoluzione.
Invita la Corte a valutare l’incoerenza del Csm che sollecitamente incolpa lei per aver disatteso l’ordine del procuratore dei Minori Frediani; e che però non assume alcuna iniziativa nei confronti del procuratore di Milano Bruti Liberati. Eppure costui non solo ha emesso un comunicato obiettivamente falso (questo sì indice di scarsa professionalità e colpevole ingenuità) ma ha omesso, una volta noti i fatti, di emetterne altro, a correzione del primo, a tutela dell’immagine pubblica e professionale di lei stessa Fiorillo e della Procura dei minori. Ricorda infine che lo stesso Csm (Sezione Disciplinare del Csm n. 52/99) aveva ritenuto “giustificate le dichiarazioni alla stampa, fatte per rispondere ad accuse già pubblicate su una certa testata giornalistica, e che esigevano il diritto di ripristinare la rappresentazione reale del proprio operato, contro rovesciamenti di prospettiva distorti e/o offensivi per sé e/o per l’ufficio giudiziario di appartenenza”. La Corte di Cassazione si rende conto dell’oltraggio patito da Fiorillo e applica l’esimente della legittima difesa: in linguaggio paragiuridico (per l’occasione preso in prestito da Marco Travaglio) scrive in sentenza che mandare impuniti funzionari pavidi o compiacenti e magistrati disattenti ed eccessivamente prudenti, “censurando” l’unica persona che ha fatto il proprio dovere, è un vero schifo.
Oggi, personalmente, mi sento meno garantita dalle Leggi di questo Stato. Sento che vince l'arbitrio.
Mi sento come la magistrato della Procura dei Minori Anna Maria Fiorillo: unica ad essersi comportata secondo regole di legge e l'unica ad essere stata deferita addirittura alla Sezione Disciplinare del CSM.
I due funzionari della Polizia di Stato che NON hanno obbedito alle regole impartite dalla magistrato Fiorillo non risulta che siano stati sottoposti ad alcuna sanzione disciplinare. Ho cercato inutilmente tale notizia.
Avevo qualche speranza di cambiamento... ma sento puzza di altro..
La gente con cui parlo non nutre più alcuna fiducia in nessuno: tutti pensano che chi ha anche un minimo di potere lo usa per vessare gli altri cittadini sicuro dell'impunità... nel caso migliore.. altrimenti mi dicono che è inutile cercare il diritto.. non c'è, e per ottenere quello che dovrebbe essere legale bisogna pagare e ottenerlo per vie traverse... 
Questa accettazione dell'ineluttabile corruzione capillarizzata, questa rinuncia a priori del diritto per paura di ritorsioni, perché chi ha un minimo di potere esce sempre impunito.. io non l'accetto e, nel mio piccolo, l'ho sempre combattuta, fidando nella Legge.
Ora, ricordando il caso del magistrato Fiorillo e alla luce dell'odierno epilogo della vicenda.., sento per quelli come me un incerto futuro.

Berlusconi assolto in Appello

Da: Il Fatto Quotidiano

Leonardo Coen
Giornalista e scrittore
 Berlusconi assolto: rabbia, indignazione, vergogna

Silvio Berlusconi
Che giustizia miserabile quella che ha espresso la scandalosa sentenza della Corte d’Appello di Milano, e che Paese sventurato il nostro, dove la democrazia è scippata dai patti del Nazareno. Vi invito a leggere i verbali del processo Ruby, trionfo delle bugie e dell’ipocrisia, soprattutto le intercettazioni che sono la degna colonna sonora della corruzione, della morale sotto i tacchi, di una subcultura che ha reso l’Italia un letamaio. Provo rabbia, indignazione, vergogna: “L’è tutto sbagliato, l’è tutto da rifare”, ripeteva Gino Bartali, ed oggi, guarda l’incrocio del destino, è pure il giorno in cui avrebbe compiuto cent’anni.

Capisco l'amarezza di Coen, ma sembra che le sentenze non si discutano...
L'unica cosa che trovo clamorosa è che con le stesse prove, con le medesime leggi, altri giudici abbiano sentenziato che meritava 7 anni di carcere.
Questo dimostra qualcosa di destabilizzante: che siamo in balìa della discrezionalità dei magistrati e senza garanzia dalle Leggi scritte.
Una giustizia così ondivaga equivale a nessuna Giustizia.
Temo che questo vada a rafforzare il quadro italico dell'arbitrio. Il cittadino, reso suddito inerme, non potendo contare sulla certezza del diritto è in balìa degli umori di chiunque abbia in mano un poco di potere. In questo caso i giudici di turno.
In questa totale assoluzione quello che colpisce di più è l'assoluzione perché "non costituisce reato l'essere andato con una minorenne, giacché non conosceva la sua vera età"!!!
Questa sentenza apre la porta a qualsiasi giustificazione di pedofilia: basta dichiarare di non sapere che la persona con cui si hanno rapporti sessuali è minorenne!
Naturalmente nessuno ha letto la sentenza, ma le notizie che circolano sui media riportano questa dicitura.
Vedo un buio futuro davanti a noi. 
Non mi aspettavo che la sentenza di primo grado venisse confermata, alcune limature potevano esserci... ma arrivare ad una totale assoluzione è sconcertante.
Cosa ne sarà ora dei due funzionari di Polizia che graziosamente hanno consegnato la minore alla Consigliera della Regione Lombardia Nicole Minetti?
Anche loro non hanno commesso alcun illecito?
E i regolamenti a cui si è richiamata la magistrato Fiorillo? Solo noiose note di una pignola?
Così l'Italia continua a dare spettacolo di sé, di come ognuno possa fare quello che gli pare e di come le leggi e i regolamenti, che ci consentono di avere tutti gli stessi diritti (e doveri), siano bellamente ignorati a seconda dell'umore del potere, piccolo o grande, di turno.

L'Italia e i rifiuti - II parte: le mie considerazioni

Sono costretta a dividere il post in 2 parti per problemi di html che lo rendono graficamente illeggibile. La II parte contiene soltanto il mio commento.


Se la situazione a livello governativo è questa, se l'organismo che, a livello nazionale, deve occuparsi del controllo di tutto il sistema di smaltimento dei rifiuti è in queste condizioni, come stupirsi di quello che avviene in un paesone di mezza montagna come Rocca Priora RM?
Non c'è alcuna speranza per i cittadini: dovranno pagare la TARI quelli iscritti a ruolo e chi ha case abusivamente costruite o ampliate non pagherà affatto, o pagherà di meno, ma avrà lo stesso il servizio a discapito di coloro iscritti nei ruoli del comune e perfettamente in regola con i metri quadrati delle abitazioni i quali, a 17 giorni dall'avvio pubblicizzato della raccolta differenziata, ancora non hanno l'occorrente per attuarla.

Il "pesce puzza sempre dalla testa", il "difetto sta sempre nel manico": se il governo non ha rinnovato neppure l'appalto per il sistema di controllo su base nazionale, come fare le pulci ad un piccolo comune che ha dato un appalto, anche con il contributo economico della Provincia di Roma, ad una Società, la SARIM, che sta dimostrando di non essere in grado di espletare il Servizio per il quale è stata scelta rispetto ad altri concorrenti e per il quale viene profumatamente pagata?
I cittadini ricevono risposte cortesi e promesse che non vengono assolte.
Il rappresentante della SARIM dice che il comune ha fornito elenchi degli utenti iscritti a ruolo sbagliati.
Alla mia domanda: "Ma lei ha la possibilità di riscontrare a chi avete consegnato il kit dei bidoni per la differenziata con codesti elenchi?"
La risposta è: "Sì, ho l'elenco delle firme."
Approfondendo però si scopre che l'elenco delle firme riguarda soltanto il ritiro del SOLO BIDONE COLOR MARRONE per l'organico, che la maggior parte dell'utenza è andata a ritirare di persona presso un chiosco allestito allo scopo in centro paese. 
"Ma, Dott. Angelo, - obietto - il problema non è quel ritiro, ma la consegna porta a porta di tutti gli altri bidoni: carta, vetro ecc.. Perché sono questi che mancano a molti utenti, che però sono iscritti nei ruoli della TARI. Di queste consegne dovevate avere la firma, perché sono questi che si sono rivelati  insufficienti. Così non c'è alcun riscontro."
Chiedo inoltre se questa consegna porta a porta deficitaria è stata pagata essendo compresa nell'appalto. Comincia a configurarsi qualche problema di natura legale allora...
Chiedo se nell'appalto è previsto che gli addetti al ritiro dei rifiuti debbano raccogliere eventuali rifiuti fuoriusciti dai sacchi della plastica, per i quali non sono previsti bidoni, a causa degli animali o delle intemperie qualora li lacerassero.
Il Dott. Angelo è gentile, ma in evidente difficoltà.
Il Comune cosa sta facendo? Non si sa.
La gente mi informa che il vetro non viene ritirato perché ha saputo che "il macchinario per il vetro è rotto".

Le informazioni passano di bocca in bocca e sono desolanti.

Come avrà fatto il comune di Sabaudia LT insieme alla Società Sangalli a far funzionare tutto bene da subito?


L'Italia e i rifiuti

Dal Sito del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare

Il SISTRI (Sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti) nasce nel 2009 su iniziativa del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare nel più ampio quadro di innovazione e modernizzazione della Pubblica Amministrazione per permettere l'informatizzazione dell'intera filiera dei rifiuti speciali a livello nazionale e dei rifiuti urbani per la Regione Campania.
Il Sistema semplifica le procedure e gli adempimenti riducendo i costi sostenuti dalle imprese e gestisce in modo innovativo ed efficiente un processo complesso e variegato con garanzie di maggiore trasparenza, conoscenza e prevenzione dell'illegalità.
La lotta alla illegalità nel settore dei rifiuti speciali costituisce una priorità del Governo per contrastare il proliferare di azioni e comportamenti non conformi alle regole esistenti e, in particolare, per mettere ordine a un sistema di rilevazione dei dati che sappia facilitare, tra l’altro, i compiti affidati alle autorità di controllo.

È questo il motivo per cui è stato realizzato il sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti SISTRI, la cui gestione è stata affidata al Comando Carabinieri per la Tutela dell’Ambiente.
Nell’ottica di controllare in modo più puntuale la movimentazione dei rifiuti speciali lungo tutta la filiera, viene pienamente ricondotto nel SISTRI il trasporto intermodale e posta particolare enfasi alla fase finale di smaltimento dei rifiuti, con l’utilizzo di sistemi elettronici in grado di dare visibilità al flusso in entrata ed in uscita degli autoveicoli nelle discariche.
Il SISTRI costituisce, quindi, strumento ottimale di una nuova strategia volta a garantire un maggior controllo della movimentazione dei rifiuti speciali.
Con il SISTRI lo Stato intende dare, inoltre, un segnale forte di cambiamento nel modo di gestire il sistema informativo sulla movimentazione dei rifiuti speciali. Da un sistema cartaceo - imperniato sui tre documenti costituiti dal Formulario di identificazione dei rifiuti, Registro di carico e scarico, Modello unico di dichiarazione ambientale (MUD) - si passa a soluzioni tecnologiche avanzate in grado, da un lato, di semplificare le procedure e gli adempimenti con una riduzione dei costi sostenuti dalle imprese e, dall’altro, di gestire in modo innovativo e più efficiente, e in tempo reale, un processo complesso e variegato che comprende tutta la filiera dei rifiuti, con garanzie di maggiore trasparenza e conoscenza.
L’iniziativa si inserisce così anche nell’ambito dell’azione di politica economica che da tempo lo Stato e le Regioni stanno portando avanti nel campo della semplificazione normativa, dell’efficientamento della Pubblica Amministrazione e della riduzione degli oneri amministrativi gravanti sulle imprese.
I vantaggi per lo Stato, derivanti dall’applicazione del SISTRI, saranno quindi molteplici in termini di legalità, prevenzione, trasparenza, efficienza, semplificazione normativa, modernizzazione.
Benefici ricadranno anche sul sistema delle imprese. Una più corretta gestione dei rifiuti avrà, infatti, vantaggi sia in termini di riduzione del danno ambientale, sia di eliminazione di forme di concorrenza sleale tra imprese, con un impatto positivo per tutte quelle che, pur sopportando costi maggiori, operano nel rispetto delle regole.



Dal Blog di Beppe Grillo

Sistri, il governo ammette le difficoltà del sistema di tracciabilità dei rifiuti, ma non affronta il problema principale: il nuovo appalto, che poi è la questione principale in questa fase.
Emerge dalla risposta del sottosegretario all'Ambiente Silvia Velo all'interrogazione del M5S alla Camera a firma della deputata Patrizia Terzoni (Commissione Ambiente).
In sostanza, il ministero ha ammesso di aver ridotto la platea delle aziende, di aver semplificato alcuni strumenti - tipo l'eliminazione della chiavetta token -ma non riesce ad agire sul nuovo appalto.
"Il tema centrale è questo - ha ribattuto in Aula la deputata Patrizia Terzoni - avete rinnovato o no il contratto con Selex? Il contratto scade a novembre e doveva essere rinnovato o disdetto 24 mesi fa. Due sono le cose: o è stato rinnovato, e allora dobbiamo conoscerne modalità e termini, oppure è stato disdetto, e allora dobbiamo sapere se il ministero sta provvedendo a creare un'alternativa. Questo è il quesito fondamentale, e a questo non abbiamo mai avuto risposte".
Quando abbiamo depositato l'interrogazione non era stato ancora pubblicato il verbale di collaudo, avvenuto pochi giorni fa nonostante fosse stato prodotto a dicembre 2013.
Ma nel verbale non ci sono garanzie per la funzionalità del sistema.Apprendiamo che gli utenti sono solo 6mila comprese le 1500 aziende volontarie invece dei 14 mila ipotizzati inizialmente. Le tecnologie rimangono anacronistiche e obsolete lasciando spazio a contraffazioni e aggiramenti. La fondamentale tracciabilità dei rifiuti italiani continuerà ancora a dipendere da questo sistema messo su dalla Selex?
Sappiamo che il governo sta vendendo i gioielli di famiglia e tra questi c'è anche Finmeccanica. Siamo consapevoli del valore di un contratto come questo del Sistri durante una trattativa. Ma vogliamo ricordare che mentre il governo gioca a ping pong con le interrogazioni parlamentari, rispondendo senza mai essere esauriente, fuori le aziende anche quest'anno hanno pagato il contributo al Sistri, proprio il giorno in cui veniva arrestato l'ex presidente e ad di Finmeccanica Pierfrancesco Guarguaglini per corruzione in relazione anche ai subappalti dello stesso Sistri.

Riporto uno dei commenti sotto il post del sito di Beppe Grillo - Parlamento - Camera




Fatta la legge trovato l'inganno, sono certo che la tracciabilità dei rifiuti è un elemento importante per fare trasparenza, se il SISTRI risulta troppo complicato andrebbe perfezionato e reso praticabile, forse è stato volutamente prodotto ingarbugliato e burocrate, per dare ancora tempo alle cosche che lucrano sui rifiuti con il consenso - assenso della mala politica, al fine di non distruggere questo grande business regalato alle famiglie malavitose in cambio dei soliti voti.... La tracciabilità è necessaria se vogliamo stroncarli dai loro sporchi giochetti, non c'è nessuna certezza e ancora non si conoscono i dati reali delle tonnellate di mondezza che girano in Italia, intanto il 2012 è passato e le percentuali di raccolta differenziata ci sottopongono ad ulteriori sanzioni europee che pagheremo comodamente nelle nostre bollette, già salatissime, questo è un altro disservizio voluto e studiato a tavolino, vogliamo pagare solo quanto è giusto ed avere una raccolta differenziata degna di una civiltà moderna.

Sono costretta a dividere il post in 2 parti per problemi di html che lo rendono graficamente illeggibile. La II parte contiene soltanto il mio commento.