venerdì 19 febbraio 2016

L'orribile tortura inflitta a Giulio Regeni

Da: Lettera 43




Giulio Regeni, 5 domande ancora senza risposta


di 

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18 Febbraio 2016
La morte di Giulio Regeni è una brutta storia che si complica sempre di più.
Del ricercatore italiano ucciso al Cairo si è ricostruito che se ne sono perse le tracce 
sotto casa il 25 gennaio 2016, nel quarto anniversario delle rivolte di piazza Tahrir, 
e che il giovane è stato torturato fino alla morte.
«È STATA LA FRATELLANZA». È certo che, segnalata la sua scomparsa, in 
Egitto sono scattati depistaggi interni per insabbiare il caso, ai quali si stanno 
aggiungendo numerose «indiscrezioni» non confermate di diversi media stranieri 
di opposti schieramenti.
Da parte del regime di Abdel Fatah al Sisi, legittimato come male minore 
dall’Occidente, c’è grande ambiguità. Anche se, stando al portale filo-governativo
 Youm7 che ha citato fonti della procura di Giza, Regeni «sarebbe 
stato ucciso da agenti segreti sotto copertura, molto probabilmente 
appartenenti alla confraternita terrorista dei Fratelli musulmani, per 
imbarazzare il governo egiziano». Le stesse fonti aggiungono che 
«il procuratore egiziano e la sua controparte italiana stanno raccogliendo 
tutti gli elementi possibili per individuare l'autore del crimine».
MOLTI INTERESSI STRANIERI. Grandi sono gli interessi economici 
e strategici delle potenze straniere che ruotano attorno all’ex regno dei 
faraoni. In questo contesto molto suscettibile di disinformazione si muovono 
gli investigatori anche italiani per far luce su un omicidio strano, di per sé e 
per alcune dinamiche emerse.
A due settimane dalla scoperta del corpo di Regeni nella periferia del Cairo, 
Lettera43.it riflette su cinque punti interrogativi.

1. Altri attivisti occidentali arrestati, ma non torturati e uccisi: perché Giulio sì?
Se si confermassero le responsabilità delle autorità egiziane, sulle quali gravano 
pesanti indizi, il 28enne Regeni, ricercatore universitario e collaboratore di alcuni 
giornali, sarebbe l’unico occidentale con questo profilo morto in un delitto 
di Stato sotto la presidenza di al Sisi.
REGIME DI CENSURA. Lo Stato di polizia egiziano ha imposto la censura, gli occhi
 e le orecchie dei servizi segreti sono ovunque, incluse le università, ed esistono anche 
precedenti di giornalisti occidentali, della tivù qatariota al Jazeera vicina ai Fratelli 
musulmani, e di attivisti di Ong americane arrestati e processati.
DUREZZA SPROPOSITATA. Ma sono stati imprigionati, non seviziati e uccisi, 
e diversi di loro infine rilasciati.
Con Regeni invece il regime del Cairo si è comportato come per le migliaia di 
oppositori egiziani: arrestati, torturati, spesso anche uccisi durante le manifestazioni
Perché tanta durezza verso uno straniero di un Paese che il generale al Sisi vuole
 tenersi amico?
Di una nazionalità poi, quella italiana, in generale considerata più amica di quelle
anglosassoni?

2. L'omicidio proprio nell'anniversario delle rivolte di piazza Tahrir: un caso?

Nella morte di Regeni potrebbe aver giocato un ruolo decisivo la data: è il giorno più 
blindato dell’Egitto di al Sisi.
Nel 2015, in un corteo pacifico per l’anniversario della cosiddetta rivoluzione del 2011, 
al Cairo fu uccisa senza motivo l’attivista laica Shaimaa el Sabbagh.
Diretta a deporre fiori in piazza Tahrir, la giovane fu colpita a distanza ravvicinata 
da uno dei tanti «proiettili di gomma» che sfuggono di mano agli agenti nelle proteste, 
anche contro i minorenni.
ERA VIETATO SPOSTARSI. Per legge in Egitto sono vietati gli assembramenti di 
più di 10 persone e ogni 25 gennaio è proibito anche spostarsi da una riva all’altra del 
Nilo, verso il centro e piazza Tahrir, come invece era apprestato a fare quella sera 
Regeni. Giulio, probabilmente già schedato e monitorato dai servizi segreti egiziani, 
potrebbe dunque, per una di quelle concomitanze di eventi che spesso determinano 
le tragedie, essersi trovato al posto sbagliato nel momento sbagliato?
In particolare nelle mani di un poliziotto sbagliato?

3. Regeni faceva ricerche per Cambridge: il curriculum lo ha inguaiato?

Decisiva potrebbe essere stata anche la presenza di Regeni all’incontro dei sindacati 
egiziani indipendenti al Cairo, l’11 dicembre 2015: un’opposizione, in particolare quella 
degli ambulanti, vicina alla Fratellanza musulmana, per il regime «organizzazione 
terroristica».
Il ricercatore stava scrivendo una tesi di dottorato per la Cambridge 
university sui sindacati egiziani e tra il 2013 e il 2014 aveva anche lavorato alla stesura 
di «analisi globali» per la società internazionale di consulenza geostrategica Oxford 
Analytica: una notizia che ha infiammato il dibattito su Regeni come possibile 
- anche indiretto - informatore di qualche servizio segreto.
UN'INTELLIGENCE PRIVATA. La famiglia ha smentito questa circostanza, 
ma grandi gruppi come Oxford Analytica, fondati in genere da ex dei servizi di 
sicurezza, sono leader nella raccolta e nella vendita ad aziende e governi di 
informazioni riservate: larga parte dell’intelligence statale viene oggi appaltata, 
come le guerre, a contractor privati e anche a centri di ricerca universitari.
RICERCHE CHE LO HANNO ESPOSTO. Un curriculum del genere può 
aver sicuramente esposto Regeni a venire attenzionato dai pervasivi servizi 
di sicurezza egiziani: che ruolo hanno dunque le ricerche del brillante 
dottorando italiano per istituti e istituzioni anglosassoni, in questo giallo?

4. L'Aise si è mobilitata subito: Regeni era considerato a rischio?
  
   

  • Il ricercatore della Cambridge University Giulio Regeni, ucciso al Cairo.
     
Nella dinamica degli eventi, colpisce anche l’immediata 
segnalazione della scomparsa di Regeni alla diplomazia 
italiana e il conseguente, rapido invio al Cairo del direttore 
dell’agenzia d’intelligence italiana esterna (Aise) Alberto 
Manenti.
Secondo la ricostruzione ufficiale, il professore Gennaro Gervasio che alle 20.30 avrebbe 
dovuto incontrare Giulio in un locale a due passi da piazza Tahrir, già alle 23.30 di quella 
sera ha chiamato l’ambasciatore italiano al Cairo, quasi Regeni fosse considerato un 
connazionale a rischio, ben seguito dalla Farnesina.
L'INFLUENZA DEI SERVIZI. Manenti è rimasto in Egitto fino al 4 febbraio, giorno 
in cui è stato anche scoperto il corpo del ragazzo ai margini dell’autostrada
Il Cairo-Alessandria, 
e sul caso tra la procura e la polizia egiziane c’è anche stato uno scontro: la prima ha subito 
indagato per omicidio, la seconda sostenuto la tesi «dell’incidente stradale».
I servizi segreti italiani hanno influito in qualche modo in questo intreccio e la 
tempistica nel ritrovamento del cadavere è solo una coincidenza?

5. Media stranieri concorrenti dell'Italia iperattivi: per rovinare i rapporti?

Infine l’iperattivismo dei grandi media internazionali sul caso Regeni, con inchieste 
«esclusive» e l’ausilio di fonti «confidenziali».
L’agenzia britannica Reuters ha anticipato i dettagli dell’autopsia, grazie a un 
«informatore dell’autorità forense egiziana», citando «sette costole rotte, segni di 
scariche elettriche sul pene» e altri dettagli di torture.
L’americano New York Times ha riportato che i servizi segreti del Cairo erano convinti
che Regeni fosse una spia perché aveva contatti con i Fratelli musulmani: un'ipotesi non 
creduta però da un amico egiziano del ricercatore.
TESTIMONI NON ATTENDIBILI. Altri 'testimoni' degli spostamenti del 25 gennaio 
di Regeni sono risultati inattendibili all’analisi dei tabulati telefonici da parte degli 
investigatori italiani.
Sono insomma in atto molti depistaggi: dal Cairo certamente, ma anche potenze 
occidentali come Gran Bretagna e Usa potrebbero essere molto interessate a rovinare 
le buone relazioni diplomatiche e i legami economici tra l’Italia e l’Egitto, 
non ultima la scoperta dell’Eni di un maxi giacimento petrolifero 
nelle acque egiziane.
Con così tante manovre, potrà mai essere fatta luce sulla morte di Regeni?

Sembra una brutta storia tipo 
"Rapporto Pelican", oppure
"I tre giorni del Condor", tanto
da chiedersi quanto si informino
gli scrittori di codeste storie
presso fonti dei Servizi Segreti, 
e quanto ci sia di inventato...
Giacché purtroppo la terribile
morte inflitta a questo povero
giovane sembra una di queste
storie in cui, però, essendo
controllate dalla fantasia degli scrittori, i
protagonisti si salvano sempre e rimangono
vivi dopo che hanno provato in ogni modo 
ad ucciderli.

Giulio però ha vissuto nella crudele realtà e
non in un romanzo di spionaggio e quindi
nessuno è arrivato a trarlo fuori dall'orrore
dove forse mai avrebbe potuto pensare di finire
solo per le sue ricerche. Come gli inconsapevoli
ricercatori dei due sopracitati films, la ricercatrice
interpretata da Julia Roberts e l'analista di dati
interpretato da Robert Redford, vengono colti
di sorpresa e scaraventati in un incubo per 
i loro lavori, le cui implicazioni spionistiche
sfuggono alle loro pur vivaci intelligenze, 
così potrebbe essere accaduto a Giulio Regeni.

Una riflessione: nelle due storie spionistiche
del "Rapporto Pelican" e "I tre giorni del 
Condor" il fulcro è il petrolio.
Dalle riflessioni ottime di Lettera 43 si evidenzia
anche questa ipotesi.
Nelle questioni di spionaggio la verità non
è mai quella che sembra più evidente, perché
gli interessi in gioco sono diversi e il
mascheramento è sempre presente. 

giovedì 18 febbraio 2016

Daria Bignardi al posto di Andrea Vianello

Da: Il Fatto Quotidiano
17 febbraio 2016 | di 

Nomine Rai, quando il marito della Bignardi Luca Sofri chiamava “capo” Matteo Renzi

18 gennaio 2014, il segretario del Pd, ma non ancora premier, Matteo Renzi ha appena terminato la sua ospitata alle Invasioni barbariche, il programma di La7 condotto dalla nuova direttrice di Rai Tre Daria Bignardi. Prima di andarsene nei corridoi appare Luca Sofri, marito della conduttrice, che si complimenta con il futuro presidente del Consiglio: “Ottima intervista capo”.

Quando iniziano le stecche nella melodia... bisogna prenderne atto. E io comincio a sentirne sempre più nella "melodia" Renzi...
Si sta profilando l'ennesima delusione e so per esperienza che è inutile ignorarle queste "stecche"... Perché svelano solo la verità che c'è sotto e che, sperando sempre nel meglio, uno vorrebbe non vedere. L'esperienza nel Partito di Antonio Di Pietro è stata una scuola significativa.
L'ostinazione a voler far accettare al Paese la legge Cirinnà così com'è, mentre non si è vista neppure l'ombra dello stesso impegno del Parlamento per una Legge sull'Omicidio Stradale che interessa la popolazione tutta, tranne i mascalzoni che non rispettano il codice della strada e uccidono per questo gente innocente, mi ha delusa. 
Il tentativo di contenere la spesa pubblica, ad esempio togliendo soldi alla greppia d'oro chiamata RAI, si è ritorta contro chi ha sempre pagato chiedendo "il pizzo" ai cittadini sulla bolletta elettrica, creando sconcerto e confusione in chi, e siamo in tanti, ha più di un contratto per l'elettricità... Insomma ingiustizia e confusione...
La burocrazia, a cui aveva dichiarato di voler fare "una guerra totale", si sta moltiplicando, rendendo la vita degli Italiani un incubo come prima e più di prima..
Ed ora la nomina della graziosa e brava Daria Bignardi al posto di Andrea Vianello...
Non che stimassi in particolare Vianello che, quando conduceva "Mi manda RAI 3", ignorò totalmente la documentazione che gli avevo inviato denunciando quanto faceva ACEA in certi territori, fatturando una depurazione fognature, con sopra anche l'IVA, a popolazioni che le fognature non le avevano e non le hanno ancora viste. Un argomento vero e concreto di abuso da parte di una Società Municipalizzata, (e anche di più sconfinando oltre il territorio comunale di Roma su Comuni della Provincia), nei confronti dei cittadini; argomento per il quale la sua trasmissione avrebbe avuto un senso, invece notai che preferiva occuparsi di argomenti circoscritti e minimi, che interessavano fatti e fatterelli specifici di poche persone.. Insomma stava attento a non toccare poteri più forti, come ACEA.
L'hanno premiato dandogli la Direzione che ora gli tolgono per darla alla nuora di Adriano Sofri.
Se veramente dietro tutto questo c'è Matteo Renzi... è triste.
Il figlio del Commissario Calabresi a "La Repubblica" e la nuora di colui che ha contribuito al suo assassinio Direttrice della Rete lottizzata dalla sinistra. 
Non ho parole.
Non ho antipatie verso la Bignardi, ma certo sentirle dire che "lei è orgogliosa del suocero" è tristissimo.
Si può voler bene ai familiari acquisiti, ma essere orgogliosi di una persona, di cui tutti conoscono la non edificante storia pubblica con pesanti responsabilità penali, è un'altra cosa.
Finché faceva la conduttrice con le sue frizzanti interviste a personaggi vari è una cosa, avere in mano la Terza Rete RAI.. è ben altra cosa.
Ora che Adriano Sofri non potrà più guadagnare dai suoi articoli su "La Repubblica" (sarebbe chiedere veramente troppo a Mario Calabresi) potrà farlo, meglio remunerato dai contribuenti (volenti o no), con le ospitate nelle trasmissioni di RAI 3.
 
Ci aveva già pensato Fabio Fazio... E questo è solo l'anticipo.

mercoledì 17 febbraio 2016

La Cirinnà non si tocca, mentre la Legge per L'Omicidio Stradale giace nel silenzio

Da: Il Corriere della Sera

di Alessandra Arachi

Unioni civili, slitta tutto al 24 febbraio
Cirinnà: se la legge non passa lascio

A Palazzo Madama è scontro. Il Pd ha ottenuto la sospensione del dibattito sul ddl. Bocciate le proposte M5S di calendario che avrebbero permesso di continuare a votare

«Ripeto che ho sbagliato a fidarmi del M5S Senato, se la legge sulle unioni civili diventerà una schifezza sono pronta a togliere la firma e a lasciare la politica». Così in un tweet, la relatrice del ddl in commissione Monica Cirinnà torna sulle sue dichiarazioni di questa mattina a Palazzo Madama.

Sembrano i tempi di Berlusconi: "Gli Italiani aspettano questa Legge!"

  • "Legge ex Cirielli" (L. 251/2005): riduzione dei termini prescrizione (denominata anche legge salva-Previti, ha introdotto una riduzione dei termini di prescrizione per gli incensurati e trasformato in arresti domiciliari la detenzione per gli ultrasettantenni, consentendo l'estinzione per prescrizione dei reati di corruzione in atti giudiziari e falso in bilancio nei processi "Diritti TV Mediaset" e”Mills” a carico di Berlusconi)
Agli Italiani interessavano ed interessano altre cose, ma il Popolo numeroso e paziente può aspettare!
Senza offesa, ma se la Cirinnà lascia la politica, come dichiarato, non ne sentiremo la mancanza! L'unica mancanza che sentiremo sarà dei soldi dei contribuenti che, grazie "ai loro diritti acquisiti", usciranno per pagarle congrua pensione con pochi anni di versamenti e vitalizi!
Ha presentato una Legge e, con l'appoggio dei suoi compagni di partito più a sinistra, non vuole cambiarne una virgola, vuole imporla al Paese così com'è! Alla faccia della Democrazia! Questa è arrogante dittatura!
Persino giornalisti di RAI 3, chiaramente lottizzati a sinistra come Gerardo Greco, sono stati costretti a svelare che, nei sondaggi, oltre il 70% del Popolo Italiano NON vuole il pasticcio dell'adozione del figlio del compagno legalizzato da parte dell'altro della coppia omosessuale. Tanto che, durante la trasmissione "Agorà", ha dovuto commentare: "Si può dire che il Parlamento in questo momento non rappresenti la maggioranza del Paese."
Le motivazioni addotte per quella che, incomprensibilmente, viene definita stepchild adoption dai parlamentari Italiani e non Inglesi, oltre che da stupidi giornalisti, sono motivazioni pretestuose che insultano l'intelligenza degli Italiani, come è pretestuosa la motivazione delle coppie di fatto eterosessuali che vogliono legalizzarsi ma non possono senza questo nuovo Istituto Civile. Gli Italiani pensanti e non obnubilati dalla propaganda martellante si chiedono: "Ma perché se vivono insieme e vogliono legalizzare la loro unione non vanno in comune e contraggono Matrimonio Civile?" Già, perché?
Tolta, con questa elementare riflessione, la maschera della presa per i fondelli dell'intelligenza dell'italiano medio, si passa agli omosessuali, VERO obiettivo di questa Legge Cirinnà.
Hanno cominciato ad usare "l'inglesorum" come i preti usavano "il latinorum" parlando di stepchild adoption, e la gente, che spesso non parla benissimo neppure la lingua italiana e la mischia al dialetto (come si evince da interviste televisive varie fatte in giro per l'Italia per le più "variegate" ragioni), si chiede: "Ma che è sta' steciaild boh?"
E' l'adozione del figliastro che, altrimenti, ha un solo genitore. Altra affermazione sentita proprio oggi da un manifestante a favore di questa parte della legge Cirinnà.
L'italiano pensante si chiede: "Ma per fare i figli non bisogna essere in due? Dove sta l'altro genitore? E' morto?" Si vuole adottare un orfano di uno dei due genitori, MASCHIO E FEMMINA, necessari per imbastirli? 
E questa semplicissima riflessione svela l'inganno tortuoso di questo ragionamento.
L'omosessuale, donna o uomo che sia, che ha un figlio l'ha fatto con persona del sesso opposto. E dov'è ora questa persona? Non è domanda peregrina. Giacché, come dice giustamente mio marito, anche se morto un genitore non sparisce dalla mente di un bambino, che vuole che gli si parli della figura scomparsa in modo da crearsene una rappresentazione affettiva quale riferimento.
Qui non si vuole solo stravolgere la Natura, ma anche buttare a mare la Psicologia, scienza che fino a ieri veniva tenuta in gran conto da tutti: omosessuali compresi.
Altro argomento è l'esempio di altri Paesi, sempre citati come "più civili del nostro".
Per quello che gli pare! Ci sono innumerevoli aspetti riguardanti i Diritti dei Cittadini che altri Paesi hanno e di cui e per cui qui nessuno parla o si batte. Ad iniziare da tutti quei Servizi che ritornano ai Cittadini dalle Tasse pagate e che qui NON SI VEDONO!!! 
Ogni giorno gli Italiani vedono calpestati i propri Diritti! Non posso qui elencarli, ma ne ho scritto in sparsi post continuamente! Non c'è una persona con cui parlo, di ogni estrazione, livello culturale e mestiere, se lo ha, che non parli di questa realtà: in altri Paesi hanno Servizi che noi ce li sogniamo! Essere ogni giorno trattati come sudditi invece che da Cittadini anche dall'ultimo burocrate non è forse una lesione dei Diritti?
Dunque facciamola finita con questa presa per i fondelli: passi pure l'Istituto delle Unioni Civili per gli omosessuali  che vogliono legalizzare le loro unioni affettive e basta.
A me non interessa che in altri Paesi consentano le adozioni, gli uteri in affitto, la donazione degli spermatozoi necessari a farsi il pupo: NON E' DETTO CHE, SICCOME LORO LO CONSENTONO, SIA UNA COSA GIUSTA!
Estremizzando il concetto per dimostrarne la debolezza dirò allora: consentiamo anche in Italia che un uomo possa sposare più mogli, come nei Paesi Arabi. Perché no? Se lo fanno loro facciamolo pure noi! Così non si creano drammi con l'amante o con le amanti: un bell'harem, tutti felici e contenti!  

Chi salverà Roma dal degrado?

Se votassi a Roma probabilmente voterei Giachetti.
Roberto Giachetti
E' il candidato voluto da Matteo Renzi per Roma. In passato l'avevo notato ed apprezzato per certe sue prese di posizione che condividevo.
Certo le persone bisogna metterle alla prova dei fatti e vederle molto da vicino per capire veramente chi e cosa sono: l'ho imparato amaramente aderendo al partito di Antonio Di Pietro.
Credo che lo scandalo di Affittopoli possa danneggiare la sua immagine, giacché se è vero che non ha mai fatto il Sindaco della Capitale ha però lavorato fianco a fianco con Rutelli quando questi è stato Sindaco.  
E' legittimo dunque che, di fronte ad una situazione vergognosa in cui il patrimonio immobiliare del Comune era dato in affitto simbolico e ridicolo a profittatori di ogni specie, la gente si chieda: "Ma lui con Rutelli dove stava?"
Certo anche di Veltroni ci si chiede dove stava, anche di Alemanno e buon ultimo Ignazio Marino!
Roma è grande e i problemi sono tanti ma il patrimonio immobiliare del Comune non è un problema marginale!
Dunque questa è una nebbia difficile da diradare su come e perché questi amministratori hanno consentito questo parassitismo nelle case di proprietà del Comune. Impossibile pensare che non sapessero!!!
L'altro Roberto del PD, Morassut idem e peggio: praticamente non ha mai avuto un vero lavoro, ha fatto solo il politico ed eminentemente a Roma, dentro il potere che gestisce Roma.
E anche a lui i romani potrebbero dire: "Tu non sapevi niente della gente che abitava nelle case del centro di Roma a due lire?"
Poi Mascia. Quello che nel 1994 a Ravenna, sua città natale, pare sia stato violentato con un manico di scopa: così scrive "La Repubblica". Uno "Verde", ma anche in Italia dei Valori da cui credo abbia preso la mia e-mail scrivendomi spesso, chiedendomi appoggio di voti in iniziative volte solo a promuovere se stesso, finché non mi arrivò anche una e-mail in cui mi chiedeva il voto per sua moglie che stava in lista non ricordo dove e per che cosa... La mia impressione è che sia un personaggio mediocre che ha come unico ideale vero la promozione di sé stesso in qualche poltrona, poltroncina o strapuntino, magari anche per sua moglie.. hai visto mai!
Stefano Pedica

è una brava persona, però anche lui non ha un ideale politico, vuole solo "stare" in politica, e crollata IdV si è riciclato nel PD. Affronta i temi che fanno più ascolto al momento, vedi il caso Battisti, poi li molla e passa ad altro.
La bella fanciulla autistica: ovviamente se uno ha bisogno di appoggio non può fare il Sindaco, ma è un modo per sollevare agli occhi del mondo certe problematiche purtroppo in aumento.
Chiara Ferraro, soffre di sindrome autistica
In sintesi, penso che nessuno del PD ce la farà, perché troppo compromesso nelle amministrazioni precedenti che lasciano problematiche che svelano quantomeno incuria, per non dire peggio. 
Il candidato imposto da Berlusconi ed accettato dalla destra, impresentabile da sola dopo Alemanno, Bertolaso, non so se può farcela, ma non credo, Roma è malridotta ma ... non proprio terremotata!!!


I 4 consiglieri 5Stelle uscenti: i primi due da sinistra sono avvocati.
Restano i 5 Stelle che potrebbero farcela ma non ho capito se useranno i bravi consiglieri uscenti che hanno già esperienza oppure no. Ho scorso i candidati che potranno votare quei pochi (qualche migliaio) iscritti ai MeetUp e sono dignitosissime persone... Però mi sembra suicida non spendere qualcuno dei volti più noti.. Insomma rischiano di lasciare Roma a Bertolaso.. Ma potrebbe farcela anche Marchini: il bell'uomo della borghesia.

martedì 16 febbraio 2016

Pensione di reversibilità: diritto acquisito sacrificabile, i vitalizi dei politici invece no

Da: La Stampa

Pensione di reversibilità: cos’è e come funziona

In pochi punti la spiegazione di chi la percepisce e come avviene il calcolo dell’assegno destinato ai superstiti

La pensione di reversibilità è il trattamento riservato ai “superstiti” del pensionato o del lavoratore deceduto 
(in questo caso viene definita “pensione indiretta”). La prestazione economica viene erogata dall’Inps. 
Oggi è legata al reddito Irpef. In futuro potrebbe, invece, essere condizionata dall’Isee, la situazione
economica complessiva. Questo se passa il disegno di legge delega sul “contrasto alla povertà” presentato 
dal consiglio dei ministri a fine gennaio.  

A chi spetta?  
Viene spiegato in modo dettagliato sul sito dell’Istituto nazionale per la previdenza sociale. 
- Al coniuge (anche se separato o divorziato, se titolare di un assegno di mantenimento) 
- Ai figli (se alla data del decesso del genitore non hanno ancora raggiunto la maggiore età. 
Se sono studenti o universitari tra i 18 e i 26 anni, e ancora a carico alla data della morte del parente. 
E se sono inabili, cioè con problemi fisici o mentali) 
- Ai nipoti minori (anche se non formalmente affidati) se a carico degli ascendenti (nonno o nonna) 
alla data della loro morte 
- In assenza di altre figure, a fratelli celibi e inabili e a sorelle nubili e inabili, a carico della persona defunta, 
se non sono già titolari di una pensione. 

Quando si riceve ?  
Dal 1° giorno del mese successivo a quello del decesso del lavoratore o del pensionato, 
a prescindere dalla presentazione della domanda. 

A quanto ammonta?  
La pensione di reversibilità si calcola sulla base dell’assegno percepito dalla persona scomparsa, 
oppure in base alla pensione che il defunto già percepiva. La legge prevede importi variabili che 
si calcolano in base alla situazione familiare:  
- Spetta il 60% della pensione solo se c’è il coniuge 
- 70% per un figlio 
- 80% per il coniuge e un figlio o due figli senza coniuge 
- 100% per il coniuge e i figli sono più di tre 
- 15% per ogni altro familiare, diverso dal coniuge, figli e nipoti. 

L’erogazione dura per sempre?  
No. Il diritto alla pensione per i superstiti può cessare se il coniuge si risposa, se viene meno lo stato 
di inabilità di colui che la percepisce, se i figli universitari terminano o interrompono gli studi e, 
al compimento del 26esimo anno di età. Infine, nel caso in cui i fratelli celibi e le sorelle nubili, 
si sposano o prendono un’altra pensione. 

Cosa cambia con l’Isee?  
L’Isee è “l’Indicatore della Situazione Economica Equivalente” e valuta la posizione economica 
di coloro che percepiscono le pensioni di reversibilità, richiedono agevolazioni e prestazioni sociali. 
Con la sua introduzione l’assegno non sarebbe più un diritto inalienabile ma dipenderebbe dal reddito 
di chi ogni mese lo percepisce. Gli eredi in vita potrebbero subire ulteriori tagli. 

Già oggi, comunque, la pensione di reversibilità può essere tagliata se il beneficiario possiede altri redditi. 
A introdurre questa norma fu il governo Dini nel 1995. Il taglio varia tra il 25 e il 50% dell’importo iniziale. 

Nel 1995 è morta mia madre, titolare di due 
pensioni di reversibilità da mio padre: 
una del Ministero per il quale egli aveva 
lavorato ed una di Guerra, in 
quanto egli era mutilato di seconda 
categoria.
Da questo breve e chiaro schema riassuntivo, pubblicato
da "La Stampa", apprendo che, proprio nell'anno della 
sua morte, Dini provvide a sforbiciare un po' di più le 
pensioni di reversibilità. La pensione di mia madre non 
sarebbe stata decurtata dal provvedimento Dini in
quanto ella non possedeva altri redditi, ma già esisteva, 
vivente mio padre, la decurtazione della seconda pensione:
quella di Guerra, che venne ulteriormente ridotta nella 
reversibilità a mia madre.
Tutto si può accettare se però si rispetta la Costituzione: 
Articolo 3 -  Tutti i cittadini hanno pari dignità 
sociale e sono eguali davanti alla legge, senza 
distinzione di sesso, di razza, di lingua
di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.


Perché allora, ad esempio, Giuliano Amato percepisce
2 fra pensioni e vitalizi, pur continuando a percepire
altri redditi dovuti alla carica, graziosamente datagli
dallo Stato Italiano, di Giudice della Corte Costituzionale?

29 gennaio 2015 | di 

Servizio Pubblico, Dragoni: “Giuliano Amato e la sua pensione d’oro”

Gianni Dragoni parla della pensione d’oro di Giuliano Amato, simbolo della casta: “Quando Napolitano lo ha nominato giudice della Corte Costituzionale, nel settembre 2013, Amato percepiva 31mila euro lordi al mese: 22mila come pensione per i vari incarichi svolti nella sua carriera e 9mila di vitalizio come ex parlamentare”. E aggiunge: “Amato ha puntualizzato che il vitalizio lo dà in beneficenza e, dopo la nomina all’Alta Corte, ha chiesto all’Inps di sospendere la pensione, che è al netto poco più di 11mila euro al mese. Ad Amato, che ha 76 anni, resta sempre lo stipendio di giudice costituzionale. Che da maggio dell’anno scorso è stato ridotto di 97mila euro lordi all’anno a 360.000 euro lordi, pari a 12.618, 22 netti mensili”. Dragoni continua: “Amato avrebbe diritto alla pensione da ex giudice costituzionale, 15.400 euro al mese ai valori attuali. E in più riavrebbe la pensione che è sospesa, per un totale di quasi 38mila euro lordi al mese”
Diritti acquisiti? Articolo 3 della Costituzione Italiana? Tutti uguali davanti alla Legge?
Che il vitalizio lui dice di darlo in beneficenza
non ci interessa: comunque nessuno glielo blocca
o decurta.
Che lui dica di aver chiesto all'INPS di sospendere 
la pensione a noi non interessa: era l'INPS che 
avrebbe dovuto sospenderla visto che percepisce 
lo stipendio di Giudice della Corte Costituzionale.
Si vede bene, dunque, nei fatti, che l'Articolo 3
della Costituzione Italiana in questo Paese 
non viene rispettato e NON SIAMO AFFATTO
UGUALI DAVANTI ALLA LEGGE.
L'unica libertà che ci è rimasta è che ancora
lo possiamo dire e scrivere.