martedì 24 gennaio 2017

Cosa c'è di vero?

Non sapevo nulla di questo accostamento fra il caso dei fratelli Occhionero e Antonio Di Pietro quando era Ministro delle Infrastrutture del Governo Prodi.
Un'amica me ne ha parlato e sono andata a documentarmi.
Questo articolo di La Voce delle voci, che potete leggere per intero cercandolo sul WEB, mette insieme la volontà di Di Pietro, di realizzare un grande spazio interporto vicino al Porto di Taranto per lo stoccaggio delle merci che arrivano e partono via nave e lo scalo ferroviario, e la volontà del giovane Giulio Occhionero di partecipare ad un simile progetto con le sue competenze.
Fin qui nulla di male: cercare di inserirsi in un progetto importante se si hanno competenze a capacità professionali è solo da ammirare, piuttosto che cercare il solito postarello statale sicuro per tutta la vita. Di Pietro, d'altra parte, difende pubblicamente, in una intervista a Radio Cusano Campus, il progetto a suo avviso utile al Paese e a cui, afferma, si pensava da almeno dieci anni, dunque da prima che egli sedesse sulla poltrona di quel Ministero.
Ma l'articolo di La Voce delle voci esplora, mettendo insieme tanti indizi, la possibilità reale di voci che sono corse già all'epoca di Mani Pulite su Antonio Di Pietro, che egli avesse rapporti con la CIA, grande ed invisibile mestatrice negli equilibri politici dei Paesi strategici per la NATO, come siamo noi, Italia, data la posizione geografica nel Mediterraneo.
Ma prove certe non ce ne sono, né il fatto che l'appartenenza accertata di Giulio Occhionero ad una loggia massonica e la sua partecipazione lavorativa ad un progetto poi non realizzato, che piaceva anche al Ministro Di Pietro, significhi un legame fra CIA, massoni e politica italiana...
Come ha detto ai giornalisti che la intervistavano Marisa Ferrari Occhionero "Appartenere ad una loggia massonica non è un reato."
Purché non si trami contro lo Stato come fece la P2, aggiungo io..

Da: La Voce delle voci

DI PIETRO, GLI AFFARI & LA CIA / DA QUEL TA.BU. CON GLI OCCHIONERO…


15 gennaio 2017 autore: Andrea Cinquegrani

Da Occhionero a Montenero. Una pista bollente quella che porta dai (con)fratelli spioni saliti alla ribalta delle cronache al paese che diede i natali ad Antonio Di Pietro e all’affare TABU, o meglio TA.BU. che sta per Taranto Business, la mega struttura portuale fortemente voluta dall’allora ministro delle Infrastrutture, in perfetta sintonia con la Westlands targata Occhionero e i vertici americani. E proprio negli Usa l’ex pm – oggi tornato, racconta, a fare il contadino – aveva parecchi amici, che aveva iniziato a coltivare già prima dello scoppio di Mani pulite. Una story tutta da raccontare, con tanto di 007 al seguito.

L’EMENDAMENTO OCCHIONERO FIRMATO DI PIETRO
Partiamo da Taranto. Tutti ne scrivono, dell’affaire, ma nessuno tra i grandi media (sic) fa cenno al ruolo giocato dal Di Pietro ministro del governo Prodi in quel 2007. Tranne un fugace cenno di Repubblica: “Nella legge finanziaria del 2007 arriva un comma che autorizza la realizzazione di infrastrutture portuali strategiche in deroga ai piani regolatori per il solo porto di Taranto. Una norma disegnata come un abito di sartoria e che Conte (Michele, all’epoca presidente dell’Autorità portuale tarantina, ndr) viene sollecitato a rispettare durante un incontro convocato a Roma dall’allora ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro”. Stop.
Michele Conte
Michele Conte
Si era opposto con decisione, Michele Conte, a quel mastodontico (capace di lievitare, tra un passaggio e l’altro, dagli iniziali 800 milioni di euro a 1 miliardo e poi a 1 miliardo e 200 milioni, così come gli addetti, che s’impennano da 2.500 a quota 5 mila!) ma opaco progetto che stava molto a cuore a Di Pietro e agli amici a stelle e strisce, amministrazione Bush in testa, passando per la Us Navy e l’ambasciataUsa. E’ infatti proprio il consigliere politico dell’ambasciata yankee in Italia,Barbara Leaf, a portare per mano gli Occhionero brothers negli ambienti politici di casa nostra che contano, a cominciare dal dicastero delle Infrastrutture, dove è sbarcato il pm di Mani Pulite.

Per saperne di più senza ipotesi e restando sui fatti:
Da: TARANTO BUONASERA.IT
Andiamo con ordine. Nelle carte dell’inchiesta sulla presunta attività di spionaggio e dossieraggio esercitata da Occhionero con la sorella Francesca sono emersi elementi che hanno a che fare proprio con il porto di Taranto. Tra i file “custoditi” sui server utilizzati dai due fratelli finiti agli arresti, era archiviata una cartella denominata “Tabu”, acronimo che starebbe per Taranto Business. All’interno, account e password collegati all’Autorità Portuale di Taranto. Il business sarebbe stato proprio quello che Occhionero, forte di appoggi massonici, voleva mettere a segno qui tra i Due Mari.
La vicenda, inziata intorno al 2005, prese sostanza a cavallo tra il 2007 e il 2008. A seguirla era stato Michele Conte, dapprima come segretario generale e poi come presidente dell’Autorità Portuale. «Giulio Occhionero - racconta Michele Conte a TarantoBuonasera - si presentò come titolare della americana Westlands Securities (società registrata a Malta nel 1998, ndr), una società di consulenza internazionale che operava anche in borsa. Occhionero era accompagnato da lettere di accredito di banche inglesi o americane». Il progetto era di quelli faraonici: «Proponeva un investimento di 800 milioni di euro per realizzare ciò che in effetti era previsto nel piano regolatore portuale: l’allargamento del molo ovest, quello che oggi teoricamente dovrebbe ospitare la cassa di colmata per i dragaggi, e l’utilizzo dell’ex yard Belleli per realizzare un terminal container e un impianto di trasformazione di prodotti agroalimentari. In pratica, una sorta di distripark. Occhionero parlava di occupazione per cinquemila addetti».
Cifre che fecero rapidamente girare la testa a imprenditori e rappresentanti delle istituzioni, che accolsero con grande entusiasmo il progetto dell’ingegnere nucleare dedito a curiosare nei computer e negli smartphone di uomini di governo, banchieri, imprenditori, militari e prelati di alto rango. Un progetto che aveva incantato persino l’allora ministro per le infrastrutture Antonio Di Pietro. «In verità - rivela Conte - quando chiesi con quali fondi sarebbe stato finanziato questo massiccio investimento, Occhionero mi parlò di fondi pensionistici statunitensi. Ebbi allora l’impressione che potesse trattarsi di qualcosa di piuttosto vago e allora chiamai il consolato americano a Napoli per chiedere informazioni. Mi risposero che non sapevano assolutamente nulla».
Una informazione sufficiente per indurre l’allora presidente dell’Autorità Portuale a procedere con estrema cautela. «Occhionero mi si presentò con la bozza di un atto di concessione che stravolgeva i termini della legislazione italiana, perché capovolgeva le responsabilità giuridiche attribuendole in capo allo Stato. Ovviamente rispedii tutto al mittente». Ma il fantomatico investimento fa gola a molti e Di Pietro decide di convocare una maxi riunione al ministero, a Roma: «C’era anche il commissario anticorruzione, il prefetto Serra. Tra me e Di Pietro ci furono contrasti e addirittura mi si accusava di ostacolare quel progetto perché avrei avuto in animo di favorire altri interessi. A quel punto dissi a Di Pietro di assumersi lui le responsabilità delle decisioni. Di Pietro si convinse a procedere con il meccanismo del project financing. Bisognava quindi presentarsi al Cipe con un progetto preliminare. Servivano diecimila euro: da quel momento della Westandls Securities e dell’investimento da 800 milioni perdemmo le tracce». Ci fu però un tentativo di rivalsa di Occhionero proprio su Michele Conte: «Fu promossa un’azione giudiziaria nei miei confronti. L’anno scorso quella denuncia è stata archiviata».
Enzo Ferrari
Direttore Responsabile

Di Pietro a Radio Cusano Campus:
 “Se tornassi indietro quel porto a Taranto lo farei ancora. L’idea di creare un sistema di stoccaggio e scambio tra le merci che arrivano via mare e quelle che devono salire su treni e camion è necessario, lo è ancora ora e quando sono arrivato al ministero io se ne parlava già da dieci anni. Sono ancora convinto che quell’opera andava fatta e che quella proposta era una proposta seria. Non firmai una legge ad hoc per Occhionero, firmai una legge per costruire un interporto per accogliere le merci che arrivano via nave e via ferrovia. Quel comma è un comma sacrosanto che andava e che va fatto e che la proposta che venne fatta a suo tempo era giusta”.
Da: AGEN PRESS.it      17 gennaio 2017

Cyberspionaggio. I fratelli Occhionero restano in carcere. Rischio inquinamento prove e reiterazione reato

Agenpress – Restano in carcere Giulio e Francesca Maria Occhionero
Il gip Maria Paola Tomaselli ha respinto l’istanza di scarcerazione avanzata dai difensori dei due, gli avvocati Stefano Parretta e Roberto Bottacchiari, accusati dalla procura di cyberspionaggio. Per il giudice c’è il rischio di inquinamento delle prove e di reiterazione del reato. Nei prossimi giorni i difensori depositeranno istanza al tribunale del Riesame.
I fratelli Occhionero sono accusati di procacciamento di notizie concernenti la sicurezza dello Stato, accesso abusivo a sistema informatico aggravato e intercettazione illecita di comunicazioni informatiche. I due sostengono che non c’entrano nulla, “non siamo spie”, dicono, e sostengono di essere vittime di un’inchiesta che va avanti da mesi.
Il sospetto degli inquirenti è che i due abbiano carpito e archiviato su server esteri, per motivi ancora ignoti, una serie enorme di dati, e nell’ordinanza di custodia cautelare, il gip spiega come la vicenda non sia una “isolata iniziativa dei due fratelli ma che al contrario si collochi in un più ampio contesto dove più soggetti operano nel settore della politica e della finanza”.
Sarebbero “circa 20mila le vittime accertate sinora” dalla Polizia Postale nell’ambito dell’inchiesta ‘Eye Pyramid’, che ha portato alla luce una centrale di cyber spionaggio che “aveva lo scopo di monitorare e sottrarre informazioni a istituzioni, pubbliche amministrazioni, studi professionali e imprenditori”. Ma “molte di più potrebbero emergerne dall’analisi dei server dislocati negli Stati Uniti e sequestrati grazie alla collaborazione della Cyber Division dell`Fbi”.
Ricordiamo che nella lista degli account ‘hackerati’ dall’organizzazione capitanata dai fratelli Giulio e Francesca Occhionero scoperta dalla Polizia postale, figurano anche quelli di Matteo Renzi, di Mario Monti, dell’ex governatore della Banca d’Italia Fabrizio Saccomanni; di Piero Fassino, Ignazio La Russa, Mario Canzio e dell’ex comandante  della Guardia di Finanza Saverio Capolupo. Spiati anche Vincenzo Scotti, Walter Ferrara, Alfonso Papa, Paolo Bonaiuti, l’ex ministro Maria Vittoria Brambilla, Luca Sbardella, Fabrizio Cicchitto, Daniele Capezzone, Vincenzo Fortunato, il ministro Paolo Poletti. L’ex presidente della Regione Campania Stefano Caldoro e il senatore Domenico Gramazio.
gennaio 2017

Mi viene da sorridere leggendo questi nomi di cui, basta leggere i commenti dei lettori sotto i vari articoli dei giornali on-line, gli Italiani non dimostrano di avere grande stima e men che meno fiducia! 
Non vado a cercare sul Codice Penale il reato di "procacciamento di notizie concernenti la sicurezza dello Stato", ma rilevo che difficilmente gli Italiani vedono nei nomi elencati lo Stato e la sua Sicurezza... Temo che in quei nomi vedano ben altro.. Alcuni poi, come la Brambilla, strappano il sorriso! Per non parlare di Capezzone e Bonaiuti! Chi non ricordasse nemmeno chi sono può farsi un giro sul benemerito WEB, a cui alcuni (e si capisce bene il perché) vorrebbero mettere "la mordacchia" di mussoliniana memoria...
Poletti se lo ricordano tutti, invece, se non altro per il recente invito fattogli da giovani laureati italiani ad andarsene a... altro Paese, financo a portargli a domicilio il simbolico biglietto per partire..
Di altri ancora basta ripassare un po' di cronache giudiziarie, di cui alcuni (e si capisce bene il perché) vorrebbero il "diritto all'oblio"... Ne prendo uno a caso:
Da: Wikipedia - Vincenzo Scotti

Vicende giudiziarie wikitesto]

Rinviato a giudizio per peculato e abuso d'ufficio per lo scandalo Sisde, le accuse penali sono poi decadute per sopravvenuta prescrizione. La Corte dei Conti gli ha imposto di risarcire allo Stato 2.995.450 euro, giudicandolo colpevole insieme all'ex direttore del Sisde, Alessandro Voci, di aver fatto acquistare un palazzo a Roma con fondi riservati del Sisde a un prezzo maggiorato di 10 miliardi di lire per la creazione di fondi neri. È stato assolto dall'accusa di corruzione nella gestione della nettezza urbana e in quello dei Mondiali di Italia 


lunedì 23 gennaio 2017

Come leggere i commenti

Ogni tanto torno a ridare alcune delucidazioni su come funziona il blog: i Commenti sono Anonimi a meno che non si voglia firmarli con il proprio nome.
Da quando esiste questo blog non mi è mai capitato di cestinarne qualcuno, a meno che non fossero spam che erano riusciti a superare il filtro spam automatico operato dalla piattaforma di Blogger.
Sotto ogni post, a sinistra, c'è la scritta Commenti con, se ce ne sono, il numerino accanto.
Cliccando su di essa si apre la pagina dei commenti.
Qualora si voglia leggerli direttamente sotto il post basta scorrere il calendario di lato a destra dove appaiono gli anni e, a tendina, i mesi e i giorni. Cliccando su ogni giorno si apre a tendina il titolo dei post pubblicati a quella data: cliccando sul titolo si apre il post con i commenti sotto nella veste grafica del post stesso.
Volendo non scrivere Commenti, sotto ogni post c'è un'opzione per dare un giudizio breve cliccando sulla corrispondente casellina: divertente, interessante, eccezionale.

domenica 22 gennaio 2017

Finalmente qualcuno ne parla

Da: La Repubblica.it

Terremoto, la Commissione Grandi rischi: "Possibili altre scosse fino a magnitudo 7. Si controllino scuole e dighe"



La relazione. "Invitiamo i cittadini a fare attenzione, ma senza panico"


Foto: gennaio 2017
Finalmente qualcuno ne parla.
Forse, dopo essere finita sotto processo per aver sottovalutato la possibilità ipotetica di un terremoto devastante come è stato quello recente de L'Aquila, la Commissione Grandi Rischi ora decide di avvisare per qualcosa di ipotetico, ma quasi ovvio, giacché più volte, parlandone in casa, l'avevo pensato anch'io. E aggiungo a questo elenco riportato nell'articolo la diga del Lago Scandarello di Amatrice che, se cedesse, allagherebbe tutta la Valle del Tronto fino ad Ascoli Piceno. Certo capisco la prudenza nel rendere palese questo ipotetico timore da parte degli addetti ai lavori, giacché per evitare simili disastri si può fare ben poco. Certo non si possono svuotare immensi bacini come i Laghi artificiali.
Anche il lago di Campotosto è artificiale: ricordo di aver dormito nella casa di cari parenti di mio padre che era su uno sperone prospiciente il Lago. Ricordo che con le care cugine, Evangelica che è morta tanto tempo fa e Maria che poi è emigrata in Canada, parlavamo di Poggio Cancelli, frazione di Campotosto, e di come potessero stare tranquilli i suoi abitanti avendo la diga davanti come un muro: di qua il paesino e di là del muro una massa inimmaginabile di acqua...  
Poggio Cancelli con la diga che regge l'enorme invaso del Lago artificiale di Campotosto.
Ovviamente si tratta di una diga che non ha feritoie apribili. C'è un'altra diga che da su un altro versante che ha le paratie apribili.
Il nastro bianco della strada, all'estrema sinistra della foto, da chiaramente la visione del dislivello del paese collocato più in basso rispetto all'enorme catino d'acqua contenuto dalla diga.


La diga è apribile quando l'invaso si alza molto. In questo caso il fiume Tronto, in cui si scarica l'acqua, sale di livello. Ai lati del fiume, sulle sponde, sorgono paesini come Fonte del Campo, Grisciano...

Per ridere un po': Le comiche: "Finzione"

"Finzione"

Defy Cavadent : "Pollo, ma che mestiere fa il marito di Schizzosa? Mi ha detto che è un Dottore, un Ricercatore, uno Scienziato."








Pollo Fiduciosi : "????"
"(Ma questo ci fa o c'è? E' più falso o più cretino?)"
"Ehm,... E' un operaio, una specie di tecnico, però non gli danno niente da fare e lui passeggia."



Defy Cavadent : "Ah! Eh!Eh!Eh!Eh!Eh!"

Pollo Fiduciosi : "(Ma che se ride questo? L'aveva capito allora che la Schizzata... la Schizzosa dice le balle.)"


Defy Cavadent : "Schizzosa mi ha dato un numero di telefono del suo Studio di Avvocato, Commercialista, Consulente del Lavoro ecc. ecc.... Ma non risponde mai nessuno...."

Pollo Fiduciosi : "(Ma questo che vuole da me? Continua a fare finta che quello che gli dice la Schizzata... la Schizzosa, insomma, sia vero? Finge.. è matto pure lui..)"
"Ehm,... Ma mi hai detto che la Squilibrat..., volevo dire Schizzosa, ti ha scribacchiato.., volevo dire scritto, su un foglio dei conti, recitando.., volevo dire dicendo, che lei è una commercialista e che tu li hai fatti vedere al tuo commercialista.. ehm, vero, e quello ha strabuzzato gli occhi  dicendoti "Ma chi è che ti ha scritto questa roba delirante?"

Defy Cavadent : "E' così! Ma non capisco!"

Pollo Fiduciosi : "(Ma che c'è da capì? Finto ingenuo... Uno così di certo non lo è... Matto, cinico o che?)"

sabato 21 gennaio 2017

Tragedia Resort Rigopiano: errori ed eroi


Gli eroi sono i Vigili del Fuoco che chiamerei "I Vigili di Tutto" non solo del fuoco, visto quello che fanno i vari settori del loro Corpo.
Il rischio di vita ed incolumità per salvare gli altri è per loro altissimo!



Come formiche gli uomini della salvezza, appartenenti a vari Corpi, visti dall'alto.
Elicotteri e mezzi di terra al lavoro con rischio e fatica al limite della resistenza fisica.



Foto: gennaio 2017


Di fronte alle solite critiche di chi parla ma non agisce, mio figlio, medico, ha detto quello che avevo pensato anch'io; lo riporto come l'ha detto, alla romana: "C'annassero loro a fa' quello che stanno a fa' quelli!"
E lo ha detto animosamente come animosamente l'avevo pensato io, con la rabbia di chi detesta i parolai, buoni solo per criticare e che, se messi alla prova, se la farebbero sotto o cederebbero!
Errori ne ha fatti chi, ospite, non ha scelto di scendere prima che la neve bloccasse tutto. La prova sta nella testimonianza video di un giovane uomo che ha dichiarato al microfono del cronista di aver deciso di scendere quando ancora si poteva farlo e che, uno dei dispersi, di cui ha fatto il nome, l'aveva aiutato con una pala a scansare la neve che aveva davanti alle ruote dell'auto per poter partire. Dunque quel disperso poteva fare altrettanto. Dunque chi ha valutato di poter restare, come lui, ha fatto una scelta: in questi casi si può parlare di "libero arbitrio".
Chi non poteva scegliere, purtroppo per loro, erano tutti i dipendenti lavoratori nel Resort!
Chi poteva decidere per loro era il datore di lavoro, valutando che era il caso di chiudere, vista la situazione estrema fra terremoto e previsione di alto rischio per la neve.
Quei giovani per i quali avere un lavoro, in questa Italia ridotta come è in fatto di disoccupazione, era importante e vincolante.
Loro non potevano dunque decidere di andarsene, doveva farlo il datore di lavoro. E se sono morti là sotto la colpa di qualcuno è. 
La prevenzione è l'unica cosa che funziona per l'uomo, in tutti i settori.
I TG e i vari servizi televisivi hanno iniziato a filosofeggiare sulla Natura che a volte è cattiva con noi uomini...
La Natura è il pianeta in cui viviamo e le sue leggi fisiche e biologiche: a volte imprevedibile a volte si. Quando è possibile prevedere alla previsione segue la prudenza... Poi non ci si può lamentare né gli inetti si possono permettere di criticare.
L'inchiesta accerterà eventuali responsabilità di chi ha esposto tanta gente al pericolo, chi pur essendo libero di andarsene non l'ha fatto, chi non aveva i mezzi per aprire la strada e perché ecc. ecc..
Rimane la bellezza e l'abilità umana di chi di notte, in mezzo ad una bufera di neve, ha fatto con gli sci da fondo chilometri in salita fino al luogo della tragedia: non li pagava nessuno per farlo, solo la bellezza della loro interiorità e la forza e l'abilità nel compiere una simile impresa. Gente così brilla e illumina quei tanti miseri che non muovono un dito se non li pagano!   

giovedì 19 gennaio 2017

Italia: un po' di orgoglio!

Da: Il Sole 24 Ore


Quelle 45mila scosse in 5 mesi che l’Europa non vuol vedere


Sono 45mila le scosse che hanno colpito il Centro Italia negli ultimi 5 mesi: 25 sono di magnitudo superiore a 4,5 gradi. Dopo il primo sisma del 24 agosto, già la scossa del 30 ottobre - la più forte, di 6,5 gradi - ci aveva preavvertito di quello che oggi appare con chiarezza: siamo di fronte a un fenomeno drammatico, nuovo e inedito, un terremoto «lungo» e profondo che ci costringe a rivedere strategie e politiche di ricostruzione e prevenzione. La prima a dover prendere atto di questo nuovo quadro di convivenza con il sisma è la Ue: la smetta con le regolette sulla flessibilità data con il contagocce e alzi lo sguardo oltre il livello burocratico per vedere che a essere a rischio scomparsa sono i borghi più belli d’Italia, un patrimonio fondamentale della storia e della vita dell’Europa.
Di fronte alle popolazioni bloccate dal terremoto e dal gelo, di fronte alle imprese che fanno fatica a ripartire perché ogni scossa e ogni lesione costringe a nuove verifiche, nuovi monitoraggi, nuove autorizzazioni (e nuova burocrazia), di fronte a beni culturali che costituiscono il simbolo di una civiltà secolare e alimentano flussi turistici importanti, di fronte al rischio di una desertifcazione umana, produttiva e culturale, l’Unione europea è più che mai davanti a quel bivio che da mesi ormai si ripropone in ogni discussione, in ogni analisi, in ogni confronto politico. E deve scegliere una strada, dare una risposta: siamo parte di un’Europa delle genti e della civiltà, del lavoro e della bellezza o siamo parte di un’Europa della burocrazia e delle regolette di Bruxelles?
È una domanda decisiva per il futuro di tutti noi che forse avrà una risposta definitiva solo con le tornate elettorali che attendono molti Paesi-chiave dell’Europa quest’anno. Ma è una domanda che da qui, dal terremoto del Centro Italia - così come dal fenomeno delle migrazioni - dovrebbe farsi strada per approdare a una prima risposta, a un percorso nuovo di condivisione. Una risposta delle genti, del lavoro, della produzione.
Noi vorremmo un’Europa generosa e veloce nel comprendere situazioni che evolvono e nel dare velocemente risposte adeguate a quelle situazioni nuove. Il terremoto italiano del 2016-2017 ci dà una rappresentazione di una situazione di disagio «lunga» che merita risposte «lunghe». Non è più emergenza, ormai, ma è qualcosa di strutturale che si è infilato nelle coscienze, è il cuore di un dramma che va affrontato e risolto per non lasciare soli questi cittadini europei.
E come i migranti sono un tema epocale che dovrebbe essere affrontato e risolto con politiche strutturali, guardando oltre gli interessi particolari, dei singoli Paesi o dei singoli partiti, così il terremoto «lungo» merita tutto il sostegno europeo a una politica ampia e lunga di ricostruzione e di prevenzione sismica.
Se vogliamo dare certezza e tranquillità a popolazioni e imprese stremate, se vogliamo far sì che un tessuto produttivo torni a fiorire al più presto e ridia il suo contributo al Pil nazionale ed europeo, è necessario creare un quadro di sicurezze, di sostegni, di tranquillità. E l’Europa è la prima a dover fare la propria parte.
Ovviamente il discorso va replicato a livello nazionale. All’Europa abbiamo diritto di chiedere certezze, sostegno, politiche che sappiano costruire quei ponti necessari fra l’uscita dall’emergenza e un nuovo sviluppo, ma chi deve agire, nell’emergenza, nella ricostruzione e nella prevenzione, siamo noi. Lasciamo stare le polemiche politiche miserevoli che partono in automatico quando ci sono tragedie di questo tipo con il tentativo, da tutte le parti, di lucrarvi sopra. Ovviamente ci sono ritardi e responsabilità anche nell’azione di governo, anche nell’azione della ricostruzione, con quel dramma tutto italiano che si chiama burocrazia, ma lo spirito in cui vanno affrontate deve essere uno spirito costruttivo e unitario.
Bene aveva fatto Matteo Renzi a lanciare, proprio con spirito unitario, «Casa Italia», un progetto capace di dare proprio quelle risposte lunghe a problemi strutturali. Per eliminare l’handicap e fare di questa condizione del nostro territorio un punto di forza - come succede in Giappone o in California - quel progetto, con le risorse necessarie di diverse decine di miliardi di euro e un sostegno politico trasversale, è fondamentale. Ed è fondamentale che parta però subito. Il cambio di governo non ha giovato, ma adesso bisogna subito procedere con la creazione del dipartimento, con l’avvio dei programmi operativi, con la definizione delle linee-guida antisismiche di Renzo Piano che dovrebbero aiutare a diffondere una cultura della prevenzione sul territorio e a migliaia di professionisti che sul territorio operano. Da lì può arrivare un segnale forte all’Europa che non condividiamo quelle timidezze, quei tentennamenti ma che abbiamo le idee chiare sulla strada da intraprendere. Se invece si sommano due timidezze, a Bruxelles e a Roma, non potremo che uscire sconfitti e soccombere.
gennaio 2017
Bellissimo articolo di cui condivido tutto.
Soprattutto dopo l'uscita definitiva e in completamento della Gran Bretagna. Di tutti gli egoismi nazionalistici di questa Europa incompiuta, la Gran Bretagna è l'emblema. Rifiuta i cosiddetti "migranti", gli "invasori dei barconi", che l'Italietta fessa accoglie e mantiene, provenienti in gran parte da Paesi africani che sono stati colonie inglesi, poi protettorati... A loro lo sfruttamento a noi il risultato conseguente. Quando non sono ex-colonie inglesi lo sono dei francesi. Altri furbi che hanno sfruttato le colonie africane, continuando poi con i protettorati, ma ora a Ventimiglia ce li rimandano indietro!
E che dire della Libia, destabilizzata da chi l'ha bombardata: francesi e USA, che ora se ne infischiano e i guai sono nostri, perché è da lì che continua ad arrivare questa marea umana piena di malattie, giacché senza un Servizio Sanitario Nazionale come il nostro, che ci dissangua, chi li curava?  E gli Italiani "esperti nello sputo in alto che gli ricade in faccia" continuano ad autodarsi dei colonialisti colpevoli del presente... Senza leggersi la storia coloniale nostra in confronto di quella degli inglesi, francesi e, se proprio volessero acculturarsi, dei portoghesi e degli spagnoli! 
La Gran Bretagna, che stava in Europa solo con un piedino, se ne è andata ma cerca di trattare vantaggi; la Germania, che ha la memoria corta sui soldi anche nostri che sono serviti alla sua riunificazione, si permette di darci lezioni. Perché non la smettiamo di sputarci in faccia da soli e tiriamo fuori un po' di orgoglio? Abbiamo tanti corrotti nei posti di comando: inaspriamo le pene, per loro, per chi sgarra dalle Leggi e dalle Regole, ad iniziare dalle varie organizzazioni criminali dai pittoreschi nomi mafiosi. 

mercoledì 18 gennaio 2017

L'Italia al gelo ma la Liguria brucia!

Da: ANSA.it  17 gennaio 2017

Incendi: il vento alimenta l'anello di fuoco attorno a Genova

Due indagati per fiamme Nervi. A Pegli doloso. Toti: 'Terroristi'

Tanti incendi intorno a Genova. A Nervi, dove il vento di burrasca ha mantenuto vivi i focolai sul monte Fasce poi sul Monte Moro, ancora sulle alture di Chiavari, in Val Varenna dove sono state chiuse tre scuole, e ancora a Pegli con il fuoco sceso dalla collina a invadere un quartiere costringendo 300 persone ad abbandonare le proprie abitazioni. Chiuse anche l'A12 e l'A10 invase dal fumo poi riaperte e ancora chiuse a fasi alterne fino a sera. Quattro voli sul Colombo di Genova dirottati in altri scali.
Il metro di questo disastro sta tutto nelle cifre che costellano una notte e un giorno di angoscia: 140 vigili del fuoco e 100 volontari impegnati a terra tra Levante e Ponente genovese, cinque Canadair - il 90% della flotta a disposizione in tutta Italia - a gettare acqua dal cielo, ettari e ettari di boschi andati in fumo. Non è finita perché l'allerta per l'innesco incendi resterà grave e attivo altre 24-36 ore. Soprattutto nel Ponente ligure, "perché - ha detto l'assessore alla protezione civile Giacomo Giampedrone - sono 60 giorni che non piove ed è tutto secco. In più spira vento di burrasca". Folate da 100 km/h che alimentano i focolai e non danno tregua.
A Nervi l'incendio è stato colposo. Sono indagate due persone, l'operaio di una ditta d'appalto che stava lavorando a un paracarro sull'A12 con un flessibile quando l'ha fatto cadere facendo partire la scintilla che ha dato origine al rogo e il suo capocantiere. Ma per il rogo di Pegli, che con tutta probabilità è doloso, bisogna ancora trovare i colpevoli. Nel pomeriggio, quando i 300 residenti sono tutti tornati alle loro case, Giovanni Toti parla dell'incendio di Pegli e torna a definire i piromani "terroristi ambientali" secondo un concetto già utilizzato tante volte in passato e soprattutto da quando, nel 2016, gli incendi dolosi sono tornati frequenti.
Incendi Genova: Canadair in volo su rogo Voltri


Quando ho sentito che per il primo incendio avevano trovato un colpevole, un operaio che stava bruciando qualcosa, ho pensato che era una rarità, sia per la causa apparentemente involontaria, sia per aver trovato chi ne era stato l'innesco.
Poi però sono scoppiati incendi anche in altri luoghi della Liguria ed allora è stato chiaro che era sempre la solita musica!
Ogni volta che accendo il caminetto e faccio la solita fatica perché uso solo carta e fiammiferi per l'innesco, penso a questi incendi che vorrebbero far passare per accidentali! Ci vuole una grande ostinazione a far prendere fuoco alla legna senza usare mezzi "artificiali", dunque è evidente che è la mano di criminali che li accende.
Un tempo lo facevano per ridurre i terreni a lande bruciate dove poi poter speculare costruendoci su. Sono state fatte Leggi che impediscono la costruzione in luoghi incendiati, proprio per bloccare queste azioni criminali.
Dunque quale è lo scopo di questi farabutti?
Far lavorare i Canadair?
L'Italia sotto la morsa del gelo deve sentire che i territori prendono fuoco! Per autocombustione?
Non ci prendano in giro!   

Accumoli e Amatrice terra tormentata

Non ci sono nata, ma le radici di entrambi i miei genitori sono lì e lì ho trascorso le estati della mia infanzia e della mia adolescenza...
Conosco ogni angolo di quei luoghi... anzi, ormai debbo dire conoscevo, tanto la Natura si è accanita e si sta accanendo contro di essi fino a sconvolgerne l'aspetto.
Alle h. 11:30 circa ero qui, a Rocca Priora, zona Castelli Romani, a circa km. 20 dalla periferia sud di Roma, e ho sentito un breve movimento ondulatorio, come una vertigine, alla mia età penso subito che forse sto male io.. ma poi subito dopo, rapidamente, ecco di nuovo quel malessere e capisco che è il terremoto.. e penso subito a loro, lassù, nella zona tormentata, e a quanto lì deve essere stata forte la scossa per arrivare l'onda fin qui, sempre qualche minuto dopo, tanto da sentirla.
Penso a quanto debbano combattere contro la depressione, che avvolgerebbe chiunque, sotto la neve, al freddo delle roulotte, mentre la terra non smette di tremare da agosto 2016!
Proprio ieri sera parlavo al telefono con una mia cugina la cui sorella, con il figlio quattordicenne, vive in una roulotte. Ella non può allontanarsi da quei luoghi perché lì ha un lavoro e il figlio, traumatizzato dalle scosse, non vuole più dormire in un luogo in muratura. Una casa, messa a disposizione da persone che la usano solo d'estate, rimane un poco distante da Amatrice, raggiungibile a piedi, ma la cugina ha paura dei lupi... Perché c'è anche questo... Ed ora, comunque, il figlio non vuole più entrare in nessun luogo che abbia mura...
Le 25 casette in legno consegnate hanno soddisfatto i casi più bisognosi; la mia parente, pur avendo una invalidità civile e il figlio traumatizzato,  è rimasta fra i 6 esclusi, essendo state le domande 31.
Come non sentirsi tristi in tutto questo? 
Nei TG vedo il bravo Stefano Petrucci, Sindaco di Accumoli, spiegare ai giornalisti la sua precaria situazione: lavora in un container, con pochi impiegati e senza Segretario Comunale!
Conosco Stefano Petrucci come persona precisa, onesta, corretta, e questo è già un gran vantaggio in un mondo in cui nelle cariche pubbliche si intrufola di tutto. So che sta facendo tutto il possibile e, penso, anche l'impossibile.
Ma non potrebbe, chi gestisce questa emergenza, assumere qualche giovane con contratto a tempo determinato per dare una mano in questo immane lavoro amministrativo? 
Altri che stanno lavorando senza sosta sono i Vigili del Fuoco, la Protezione Civile e l'Esercito!
Una delle prime cose a cui si doveva pensare, l'ho scritto nell'immediato, erano gli animali, le stalle per ricoverarli dal freddo che sarebbe arrivato sicuramente in quei luoghi: Accumoli sta sugli 850 metri sopra il livello del mare e Amatrice a 950, e dietro hanno la catena degli Appennini: il Monte Vettore, Pizzo di Sevo e, in lontananza, lo vedevo dal terrazzino della casa estiva, il Gran Sasso.
I genieri dell'Esercito hanno fatto tantissimo ma forse, come dice mio marito, ci voleva qualche battaglione in più per ricostruire i ricoveri per gli animali, che ora iniziano a morire assiderati.
La Stato deve rifondere agli allevatori, anche agli agricoltori che avevano pochi animali, ogni capo perso: assolutamente! Si parla di ricostruire il tessuto economico, e gli agricoltori con animali e gli allevatori sono per quei luoghi un tessuto economico importantissimo!

Sotto alcuni stralci fotografici delle mie estati in quei luoghi:
1 In alto a sinistra Tino di Accumoli: mio padre con uno dei suoi cani da caccia, accanto mio zio Erminio Vidoni
2 In alto a destra 
Tino di Accumoli: io a 17 anni con lo stesso cane Bobby
3 In seconda fila a sinistra: mia madre attraversa sui ciottoli il fiume Tronto
4 Accanto una mia foto a 15 anni nelle acque dello stesso fiume
5 In basso 
a sinistra Tino di Accumoli: io a 17 anni con lo sfondo della zona di Illica sull'altro versante della Valle del Tronto
6 Accumoli: io a 13 anni seduta sul muretto della piazza principale, dietro il panorama della Valle del Tronto dove si intravede il nastro della Salaria.

martedì 17 gennaio 2017

Disavventura Blasting News

Nella vita non si finisce mai di imparare e si può imparare anche dai giovani, come questo ragazzo, Giorgio Barillà, che vive a Torino, ecco un estratto di un suo articolo nel suo blog:
Blasting news: pagati per scrivere?

Blasting News è un portale di social journalism (giornalismo partecipativo), che ha avuto il suo massimo successo agli inizi del 2013. Al momento, a quanto riporta la home del sito, conta più di 10 milioni di visite mensili,133 mila blaster (scrittori presso questa piattaforma) e quasi 4.000 news scritte negli ultimi sette giorni. La principale rivoluzione mediatica di cui si vuole fare portavoce consiste, soprattutto, nel retribuire in base a un sistema meritocratico i pochi utenti, da un minimo di 35 cent. fino a 150€ per articolo; sarete quindi pagati per scrivere. Forse..
Tutto il contenuto presente in questo articolo è frutto di un’opinione personale sul servizio.
ARTICOLO AGGIORNATO IL GIORNO 08/10/2015

PAGATI PER SCRIVERE O PER PUBBLICIZZARE I PROPRI ARTICOLI? 

Il problema più grande di ogni sito che ti propone guadagni con loro è la sponsorizzazione che devi dargli. Chiariamoci: Blasting News non ha 10 milioni di visite mensili perché il portale è molto conosciuto, ma semplicemente perché la massiva concentrazione di utenti che condividono e spammano – spesso – i loro articoli crea un traffico di utenza elevato… ma non troppo (spiegherò dopo). In effetti, più che pagati per scrivere sarete pagati per fare o gli advertiser per i vostri articoli o.....

E CHE VUOL DIRE?

Vuol dire che se scrivete un articolo su ciò che volete, così come loro dicono di fare, senza sponsorizzarlo e se siete all’inizio (quindi senza follower o altro), otterrete un numero di visualizzazioni che si aggira, in base alle mie esperienze personali, sulle 20-30. Quanto ti pagano per 20-30 visite? ZERO. Potete vedere le retribuzioni qui, nel tab “compensation”.
Il numero minimo di visualizzazioni da raggiungere per essere pagati è 150 e, il pagamento in base a queste, varia di sezione in sezione.





Io ho scritto per Blasting News per circa due mesi. Mi sono stati pubblicati circa 30 articoli senza nessun rifiuto, almeno all'inizio. Quando alcuni miei articoli hanno iniziato a girare per i Social Network, raggiungendo così in un solo giorno 18 euro di guadagni, la redazione ha iniziato a rifiutarmi gli articoli per i motivi più blandi. Magari mi dicevano che non potevo parlare di quella cosa o non stavo seguendo determinate linee guida; il problema è che tra i 30 articoli sopra pubblicati ce ne stavano molti che allora dovrebbero essere stati bloccati. Così ho scritto innumerevoli email senza ricevere mai risposta. Ho chiesto allora che venisse chiuse l'account, ma neanche quello ho ottenuto. Sto pensando di rivolgermi ad un avvocato per inoltrare la domanda di chiusura. Insomma Blasting News l'ho sempre trovato una grande portale in grado di offrire davvero qualcosa, ora non posso fare a meno di pensare che mi hanno preso in giro. Potrei sempre sbagliarmi, ma a buon intenditore poche parole...


Sarebbe bastato leggere quanto scritto dal maturo e giovanissimo Giorgio Barillà o quello che ha scritto il nickname Eko Eko e mi sarei risparmiata un bel po' di tempo perso dietro un'organizzazione certamente poco seria come è Blasting News.
Invece mi è arrivata la loro pubblicità per scrivere articoli e, nonostante la mia esperienza di vita, ho perso il mio prezioso tempo con costoro.
La prima perdita di tempo è stata dovermi adeguare alla loro piattaforma, diciamo così..., editoriale. Ho creato questo blog da sola, un poco per volta ne ho scoperto i meccanismi e i limiti. Con la piattaforma di questi di Blasting mi sono trovata a dover faticare a capire i cancelli e i limiti del loro software: libertà nel confezionare un articolo ZERO! Bisogna scrivere dentro un binario prefissato, inserire i link non si sa bene dove, le foto debbono essere di un formato in pixel di difficile realizzazione... Insomma già questo è seccante, limitante e fa perdere un mucchio di tempo.. Se fai un minimo "sbaglio" in questo percorso ad ostacoli devi ricominciare da capo!
Poi ho iniziato a notare che questi campano SOLO di clic! E che gli articoli non sono mai originali, ma un vero patchwork di notizie cannibalizzate da vari giornali! 
E' senz'altro più serio questo blog, che prende articoli di giornale così come sono, citando la fonte,  senza appropriarsi del lavoro altrui riportando la notizia con parole proprie, raccontando quello che si è letto. In questo blog chi legge vede che sta leggendo un dato giornale, quel dato articolo scritto da quella Redazione o da quell'Autore: insomma è come fare la "condivisione" di un articolo sul proprio sito facebook. Poi scrivo il mio punto di vista, partendo dalla notizia, ma quello che scrivo sono riflessioni e pensieri miei in originale e, in molti casi, aggiungo informazioni che ho in prima persona.
Dunque Blasting questo non è, mentre è tutt'altro.
I problemi sono iniziati quando ho deciso di cancellarmi, come, scopro ora, è accaduto già ad Eko Eko e a chissà quante altre persone! Ma voglio documentare con la corrispondenza originale quanto accaduto, dall'ultima e-mail alla prima:

Sent: Friday, January 13, 2017 7:00 PM
Subject: Fw: Vs. ultima comunicazione a Rita Coltellese

Dalla data di oggi al 17 gennaio p.v. mancano 4 gg. e non ho avuto cenni sulla cancellazione dei miei dati, compreso il mio IBAN che avete voluto per forza per cancellarli, per poi informarmi che avevate un'altra regola unilateralmente decisa ed imposta: che non saldavate quanto dovutomi perché al di sotto di una certa cifra.
NON HO POTUTO EFFETTUARE LA VERIFICA SE TALE CANCELLAZIONE SIA AVVENUTA GIACCHE' LA MIA PASSWORD NON VIENE ACCETTATA DAL VS. SISTEMA.
MI DOVETE UNA RISPOSTA CHE, QUALORA NON VERRA', OLTRE A PUBBLICARE SUL MIO SITO UFFICIALE E FACEBOOK LA NOSTRA CORRISPONDENZA, EFFETTUERO' UNA DENUNCIA ALL'AUTORITA' GIUDIZIARIA, IN QUANTO AVETE VOLUTO IL MIO IBAN CONTRO LA MIA VOLONTA' QUALE PREGIUDIZIALE ALLA CANCELLAZIONE DEI MIEI DATI E AL PAGAMENTO DEL VS. DEBITO NEI MIEI CONFRONTI: COSA CHE NON SO SE AVVENUTA NON AVENDO AVUTO RISCONTRI DA VOI.
IL FATTO CHE LE VS. SEDI LEGALI E PRINCIPALI SIANO IN SVIZZERA E A LONDRA NON VI ESIMERA' DA CONTROLLI.
Rita Coltellese

Sent: Saturday, January 07, 2017 9:26 AM
Subject: Fw: Vs. ultima comunicazione a Rita Coltellese

Nel ricordarvi la mia ultima missiva, a seguito del vostro silenzio, attendo un cenno sulla chiusura di ogni nostro rapporto, avendo dovuto soggiacere ad ogni vostra condizione per ottenere detta chiusura.
Qualora entro ulteriori 10 gg. io non abbia ottenuto il saldo di quanto mi dovete, da voi messo come condizione propedeutica alla chiusura del nostro rapporto e cancellazione dei miei dati, renderò pubblica l'intera corrispondenza con la mia persona a prova dei vostri discutibili metodi di rapportarvi con chi, inconsapevole dei vostri diktat unilaterali, accetta di collaborare con voi.
Rita Coltellese

Sent: Thursday, December 22, 2016 7:28 PM
Subject: Vs. ultima comunicazione a Rita Coltellese

Ricevo una e-mail firmata da Concetta e rivolta ai blaster.
Per quel che mi riguarda, io sottoscritta Rita Coltellese, nata a Roma il 4 novembre 1946, ho chiesto da tempo la cancellazione del mio essere blaster e, nel farlo, ho dovuto soggiacere alle vostre regole del tutto unilaterali: darvi il mio codice IBAN per chiudere la partita economica con voi. Data la cifra esigua che mi dovete, euro ***, ho chiesto un semplice accredito sulla mia carta prepagata VISA emessa da Poste Italiane. Non avete accettato costringendomi a mettere sul vostro sito, nel format da voi predisposto, il mio codice IBAN per poi dire che non avreste fatto il bonifico per una cifra così esigua. Se non avrò il saldo di quanto mi dovete e la cancellazione dei miei dati renderò pubblica questa corrispondenza.
Rita Coltellese


Sent: Monday, December 12, 2016 7:21 PM
Subject: Re: Richiesta di credito alla fonte originale




Ciao Rita,

ci dispiace ma no effettuiamo bonifici di importo così basso.
Provvederemo comunque a segnalare il caso all'amministrazione, chiedendo di fare un'eccezione.

Confermiamo in ogni caso la cancellazione del suo profilo.

Per eventuali dubbi torni pure a scriverci
Un saluto,
Staff Blasting News

Sent: Thursday, December 01, 2016 8:02 PM
Subject: Re: Richiesta di credito alla fonte originale

Ciao Rita,

dovresti aggiungere questi dati alla piattaforma, nella sezione http://blaster.blastingnews.com/user/change_profile/
Ci dispiace per la rigidità, ma il sistema è molto grande e ci sarebbe impossibile gestire ogni pagamento in modo diverso.

Dopo il versamento, elimineremo i tuo profilo e con esso tutti i suoi dati.

Ti preghiamo di darci conferma.
Un saluto,
Staff Blasting News





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Il giorno 1 dicembre 2016 19:56, Rita.Coltellese@gmail.com <rita.coltellese@gmail.com> ha scritto:

La mia carta prepagata NON può ricevere pagamenti dall'estero. Farne una appositamente mi costa euro ***, la cifra che mi dovete.
Dato che voglio essere cancellata ma il vostro format, come detto, non me lo consente e lo trovo farraginoso, vi do il codice IBAN del mio c/c UNICREDIT affinché effettuiate il bonifico e mi cancelliate come vostro collaboratore. Questa e-mail verrà inviata anche al mio avvocato giacché, qualora io trovi anomalie sul mio c/c, che esiste da 30 anni senza aver mai avuto un problema, scatterà una denuncia penale.
Per una cifra così modesta bastava anche un travel-chèque spedito al mio indirizzo, ma la vostra inusuale rigidità nel sistema dei pagamenti e della cancellazione mi costringe a darvi il mio IBAN: IT*****************Codice BIC SWIFT *************.
Attendo chiusura.
RC
----- Original Message -----
Sent: Wednesday, November 30, 2016 7:47 PM
Subject: Re: Richiesta di credito alla fonte originale

Ciao Rita,

può la tua carta prepagata ricevere i bonifici dall'estero?Hai possibilità di reperire il codice BIC/SWIFT?

Grazie,
Staff Blasting News




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Il giorno 29 novembre 2016 15:52, Rita.Coltellese@gmail.com <rita.coltellese@gmail.com> ha scritto:

Ho già detto che non intendo mettere in rete l'IBAN del mio c/c bancario.
Ho già detto che ho una Carta prepagata emessa da Poste Italiane con un suo codice: POSTAMAT POSTEPAY VISA ******************* su cui ho ricevuto normalmente accrediti.
Non so cosa sia un conto PAYpal.
Rita Coltellese
----- Original Message -----
Sent: Tuesday, November 29, 2016 2:16 PM
Subject: Re: Richiesta di credito alla fonte originale

Ciao Rita,

scusaci ma per versare il compenso dovuto abbiamo bisogno di alcuni dati.
Puoi scegliere se fornire un IBAN, accompagnato da un codice BIC/SWIFT, oppure un conto Paypal.

In assenza di questi dati non ci è possibile effettuare il pagamento.

Sicuri della tua comprensione, restiamo a disposizione per ulteriori approfondimenti.
Grazie,
Stqaff Blasting news





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Il giorno 28 novembre 2016 22:08, Rita.Coltellese@gmail.com <rita.coltellese@gmail.com> ha scritto:

No, non dipende da me ma dal Vs. format che chiede dati di un conto corrente bancario mentre io ho dato l'IBAN di una Carta Prepagata emessa da Poste Italiane.
Dunque siete Voi che dovete risolvere il problema, NON IO.
Da un punto di vista legale Voi non potete imporre un format per consentire sia di cancellarmi sia di avere i miei soldi.
Da un punto di vista legale Voi dovete cancellarmi semplicemente su mia richiesta e pagare quello che mi dovete.
Non esiste che per avere il DIRITTO alla cancellazione io debba soggiacere ad un format da Voi prestabilito i cui steps vengono bloccati se non metto dati che io non intendo fornire.
Se la cifra che mi dovete non fosse misera già avrei dato incarico ai miei avvocati di perseguirvi per codesta procedura illegale.
Rita Coltellese
----- Original Message -----
Sent: Monday, November 28, 2016 9:44 PM
Subject: Re: Richiesta di credito alla fonte originale

Ciao Rita,

scusaci l'attesa nella risposta.
Sei riuscita a risolvere i problemi evidenziati nella tua email?

Un saluto,
Staff Blasting News




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Il giorno 8 novembre 2016 09:07, Rita.Coltellese@gmail.com <rita.coltellese@gmail.com> ha scritto:


Il Vs. format mi chiede il numero di c/c che io NON voglio usare per una transazione di così misera entità. Inserisco il numero della mia carta prepagata di POSTE ITALIANE SU CUI POTETE FARE L'ACCREDITO, ma il Vs. format non consente di andare avanti chiedendomi dati privati del mio c/c che io non intendo fornire e che NON servono ai fini della carta prepagata.

Questo il Vs. format. In tutto il mondo si usano, per sicurezza, le carte prepagate sia per pagare che per ricevere accrediti. Dunque o chiudete questo account e mi pagate o passerò la pratica all'Avv. Valeri della Federconsumatori.

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ALCUNI DEI DATI CHE HO INSERITO QUI, NON SO PERCHE', NON COMPAIONO ANCHE SE HO FATTO COPIA-INCOLLA, MA SONO EVIDENZIATI QUELLI CHE IL VS. FORMAT PRETENDE.


Rita Coltellese
----- Original Message -----
Sent: Monday, November 07, 2016 10:35 PM
Subject: Re: Richiesta di credito alla fonte originale

Ciao Rita,

scusaci l'attesa nella risposta.

Dovresti inserire i dati all'interno del tuo profilo, altrimenti non possiamo provvedere al versamento della somma accumulata.
La pagina in cui poter inserire i tuoi dati è la seguente:

Attendiamo conferma quando hai fatto, così da essere sicuri di poter procedere con la chiusura del profilo.

per eventuali dubbi torna pure a scriverci.
Un saluto,
Staff Blasting News





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Il giorno 30 ottobre 2016 19:29, Rita Coltellese <rita.coltellese@gmail.com> ha scritto:
Bene: chiedo formalmente la chiusura del mio account e l'accredito di quanto dovutomi sulla mia carta prepagata:
POSTAMAT Postepay VISA
**********.
Nel contempo, visto che rivendicate il copyright, provvederò a cancellare l'articolo dal mio blog sostituendolo con altro di altro giornale con identica notizia, dato che è la prima volta in assoluto che una testata giornalistica rivendica il copyright su un articolo da quando esiste il mio blog, il quale non ha guadagno non avendo l'orribile pubblicità, creato solo per mio piacere e divertimento.
Buona serata.
Rita Coltellese Natali


Il giorno 30 ottobre 2016 18:09, Blasting News Italia <italia@blastingnews.com> ha scritto:
Gentile Rita,

il contenuto, seppur pubblicato un anno fa, è coperto da copyright. 

Per richiedere la chiusura del proprio account e la somma del compenso accumulato puoi scriverci una email con tale richiesta a questo indirizzo,

Per eventuali dubbi torna pure a scriverci.
Un saluto,
Staff Blasting News


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From: Rita Coltellese <rita.coltellese@gmail.com>
Date: Sat, Oct 15, 2016 at 7:09 PM
Subject: Re: Richiesta di credito alla fonte originale
To: Pedro Fonseca <pedro.fonseca@blastingnews.com>


Questo l'articolo di 1 anno fa:









Giuseppe Roselli

Pubblicato il:
Votazione terminata 1 voto





Omicidio di Pordenone: nella casa di Ruotolo gli inquirenti hanno trovato armi e munizioni

Trovato un arsenale nella casa di Giosuè Ruotolo a Somma Vesuviana, due fucili una pistola e moltissime munizioni.


















Sul mio blog cito solo la fonte giornalistica: es.: "La Repubblica", "La Stampa" ecc.. Colgo l'occasione per informarla che attendo ancora il pagamento dell'unico articolo che ho pubblicato sulla Vs. testata, con cui avrei voluto continuare la collaborazione ma trovo ostico il Vs. sistema di impaginazione: inserimento dei link ed altre impostazioni preordinate che non rendono agevole l'invio degli articoli.
Con simpatia.
Rita Coltellese




Il giorno 15 ottobre 2016 17:14, Pedro Fonseca <pedro.fonseca@blastingnews.com> ha scritto:

Salve,

sono Pedro Fonseca, outreach executive di Blasting News, la principale piattaforma di giornalismo partecipativo al mondo.

Vi ringraziamo per aver considerato Blasting News come una fonte autorevole per il vostro articolo http://www.ritacoltelleselibripoesie.com/2016/10/morte-di-trifone-e-teresa-le-armi-casa.html

Tuttavia, non troviamo un richiamo appropriato e, per questo, vi chiediamo se possibile inserirlo all’inizio dell’articolo. Potete utilizzare il seguente formato:


Nella speranza di risentirvi, porgo cordiali saluti.



Pedro Fonseca

Outreach Executive
Blasting News
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