mercoledì 15 marzo 2017

La Fontana della Vergine

Dopo 53 anni sono tornata a rivedere il bellissimo film di Ingmar Bergman tratto da una ballata svedese del XIII secolo:"La figlia di Töre di Wänge".
Avevo 17 anni e, insieme alla mia amica Paola, invece di andare a scuola, marinavamo ogni tanto le lezioni per arrivare vicino Piazza di Spagna, partendo dal quartiere Prati, dove lei mi raggiungeva dalla Balduina, e invece di andare nella nostra scuola dalle parti di Via Asiago andavamo al Salone Margherita dove si proiettavano mattinée di film d'essai: così ci siamo visti molti film di Ingmar Bergman e fra questi anche La fontana della Vergine.
La storia, tratta da un'antica ballata, probabilmente fa parte di quella tradizione orale che tramandava gli avvenimenti tristi o gioiosi che avevano colpito i sentimenti e la fantasia della gente. E' la storia di uno stupro seguito dall'uccisione della vittima, orrore che nella storia nefanda dell'uomo si ripete in ogni luogo e in ogni tempo.

La poesia, con cui Ingmar racconta l'ingenua gioia e l'innocenza della fanciulla che verrà martirizzata da due bruti, è sublime.
Nella scena in cui lei passa sul suo cavallo lungo il sentiero del bosco, guatata da poco lontano dai due suoi violentatori e assassini, mi ha riportato alla mente un fatto uguale accaduto in Italia nel mio tempo: al posto del cavallo un motorino, al posto del bosco una strada non molto frequentata che portava una fanciulla alla sua casa al mare... in Calabria. 

Anche lei fu ghermita, violentata e uccisa da pastori che abitavano poco distanti dal luogo dove la ritrovarono i suoi disperati genitori.
Anche in quel caso fu fatta giustizia, ma non abbastanza e, per errori degli uomini, troppo tempo dopo.
Nella storia della fanciulla svedese invece Giustizia viene fatta subito e dalle mani del padre.
Non credo, per me, che ci siano tanti registi come Ingmar Bergman. Il paragone che alcuni fanno con Fellini è blasfemo: in comune c'è soltanto l'uso onirico dei sogni in alcune opere. Nient'altro. I sogni di Fellini, poi, non sono mai intrisi della poesia di Bergman. Nei film di Bergman difficilmente si sorride. Di Fellini apprezzo solo Amarcord, dove, peraltro, si ride molto.
Sono tornata a rivedere Bergman tramite film in DVD che ho acquistato tramite IBS. Avevo voglia di rinverdire quei ricordi rimasti impressi nel mio animo giovane. Oggi mi accorgo che parte di quella 17enne c'è ancora in me...

martedì 14 marzo 2017

Strade dove la gente passa ridotte a postriboli: perché i governanti non fanno nulla?

Da: RETENews 24.it   28 febbraio 17:29

A ROMA SPUNTA IL TARIFFARIO DEL SESSO: SULL’ARDEATINA ESPOSTI I PREZZI DELLE PROSTITUTE

Spunta anche nella Capitale il tariffario del sesso. Succede a Roma a via Ardeatina, la strada che congiunge Roma con Ardea, particolarmente frequentata dalle prostitute. Tra i rifiuti a cielo aperto gli automobilisti possono imbattersi in un divanaccio di pelle con un cartello con i prezzi delle prestazioni delle lucciole ( come scoperto da Caffè.tv). Sul cartello scritto a mano compaiono le tariffe delle prestazioni sessuali: si va dai 20 euro per un rapporto solo orale o solo “tradizionale”, ai 50 per un rapporto anale. Trenta euro, invece, se si preferisce una prestazione completa, che al rapporto sessuale aggiunge quello orale.  I rapporti sessuali si consumano proprio dietro il cartello, in una gabbiotto di cemento, un’ex cabina elettrica in stato di abbandono. Tantissimi i clienti delle lucciole che si fermano sull’Ardeatina, in attesa del loro turno, soprattutto a mezzogiorno, orario “di punta”. Può capitare – si legge nel servizio de il Caffe.it –  che gli automobilisti si debbano accordare per decidere chi ha la precedenza. Oltre alla prostituzione, che ha trasformato la zona in un quartiere off limits, via Ardeatina  è tornata a essere una discarica abusiva  con le buste e i sacchi dell’immondizia che rischiano di invadere anche le corsie percorse dagli automobilisti. Dopo la pulizia di qualche mese fa, organizzata autonomamente da residenti e automobilisti infuriati, la zona è tornata come prima, con il pericolo di incidenti e il rischio igienico-sanitario nella zona. Sul divano con le tariffe è stato anche trovato un messaggio di un cittadino esasperato, “Maiali lasciate pulito!”. La zona a luci rosse è al confine tra quattro comuni (Pomezia, Albano, Ardea e Roma) che si rimpallano le competenze per provvedere alla pulizia e che hanno provveduto ad emanare apposite ordinanze per vietare anche solo di parlare con le prostitute. Cosa che rende più complicato l’intervento delle forze dell’ordine e le eventuali sanzioni ai trasgressori che, infatti, non si curano minimamente di nascondersi.


E' ora o non è ora, per i signori che tanto ci costano per sedere in Parlamento, di occuparsi dell'indegna materia?
E' così da Nord a Sud, in pieno giorno ovunque.
Per stare sulla notizia documentata dall'ottimo giornale Caffé.TV fa impressione il rimpallo di competenze comunali su chi deve ripulire l'immondizia!
Ora è difficile anche stabilire i confini comunali del suolo?
Cosa ho scritto io nel post precedente? Il rimpallo delle competenze e responsabilità!
Questo DEVE finire.
Il luogo di cui si parla nell'articolo



L'Italia degrada e i politici litigano fra loro e si guardano l'ombelico

Rita Coltellese *** Scrivere: Non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire e peggior cieco di chi non vuol vedere

Inizio dal post di cui riporto il link sopra. E' del 2012. E' stato in cima alla classifica settimanale a lungo, poi è scomparso per lasciare il posto ad argomenti del momento, ora, da un po' di tempo, è ritornato in cima e non accenna a scendere, segno che sono passati 5 anni da quando lo scrissi ma è sempre attuale.
Qualche politico in TV dice che i "populisti" vogliono "l'uomo forte", sventolando criticamente il fantasma di Mussolini.
La Storia insegna ma, tranquilli, non torna.
E' ora di finirla con i fantasmi, ha ragione Renzi che è arrivato addirittura a criticare i cori di "Bandiera Rossa" creando scandalo nei nostalgici.
Non si può vivere di passato. La Storia insegna e non va dimenticata per evitare errori, ma non si può rintuzzare ogni idea relegandola nel fascismo o opporre come un baluardo il coro "Bandiera Rossa".
L'Italia è cambiata, in alcune cose in meglio, ma in altre mostra il segno di un inaccettabile degrado.
Chi si candida a voler guidare il Paese deve rendersi conto di alcune cose che non sono più accettabili e non sono le cose di cui ha parlato Renzi al Lingotto, né quelle di cui Salvini è andato a parlare a Napoli, e nemmeno quelle che ha detto De Magistris.
Chiacchiere politiche che non sfiorano nemmeno la realtà concreta e quotidiana della gente.
Certo la gente pure ha le sue colpe.
La gente in gran parte è buona solo a lamentarsi, poi si tira indietro vilmente quando si tratta di agire civilmente reclamando i propri diritti esponendosi solo un po', impegnandosi solo un po', si rinchiude nel proprio orticello e "si fa gli affari suoi".
Poi ci sono quelli che si sentono eroi se vanno a urlare in piazza e a tirare sampietrini a poveri poliziotti il cui ingrato compito è mantenere l'ordine pubblico.
Infine c'è il resto: quelli che fanno bene il proprio lavoro, rispettano le Leggi e le Regole, non cercano di fregare nessuno, se vanno a manifestare lo fanno con cartelli e bandiere, civilmente.
Questi cercano di cambiare le cose portando le loro istanze a chi ha avuto la presunzione di voler guidare il Paese.
Ma chi ha questa presunzione dimostra di essere non all'altezza, per questo è presunzione.
Mentre l'Italia affoga nel degrado questi politici si azzuffano e pensano ai loro "minimi sistemi".
Ho creduto alle balle di un tribuno che si è rivelato un falso, ora ho dato fiducia a Renzi che qualcosa ha fatto e molto ha sbagliato.
Voglio dargli ancora fiducia, ma deve mettere argine ad alcune derive non più procrastinabili, oppure alle prossime elezioni voterò la Meloni. Non mi si venga ancora a parlare di destra e di sinistra, ve l'ha già cantata anni fa il grande Gaber: "Dov'è la destra, dov'è la sinistra ecc. ecc.", risentitevi l'intelligente canzone che è un trattato breve di realistica filosofia.
Non so se consentire che i nostri bambini siano costretti a vedere donne nere con le mutande abbassate, che fanno gesti invitanti ai passanti in auto dondolando il culo nudo avanti e indietro, sia di destra o di sinistra: so solo che è uno schifo indegno di un Paese civile e questo spettacolo siamo costretti a vederlo ovunque.
Se vuole la signora Boldrini, paladina dei "rifugiati", la porto a fare un giro con la mia auto in varie zone normalmente frequentate da famiglie di Roma e dintorni, in pieno giorno, se vuole anche di mattina, e vedrà "rifugiate" sul ciglio della strada che compiono quello che sul Codice Penale si chiama Adescamento, uno dei pochi reati rimasti in auge in questa Italia del degrado, senza che le Forze dell'Ordine facciano NULLA.
Un poliziotto mi ha detto che "servono Leggi serie".
Fatele lì in Parlamento queste Leggi serie che consentano alle Forze dell'Ordine di agire in modo che il degrado cessi.
Oppure chi siede in Parlamento ritiene giusto e normale che le pubbliche strade siano ridotte a postriboli a cielo aperto?
Non è questo il risultato che si prefiggeva la Senatrice Merlin nel lontano 1957.
Basta istituire il reato di "prostituzione in luogo pubblico". Non si può impedire un mercato che è sempre esistito e sempre esisterà, ma si può regolamentarlo, affinché i cittadini che non sono interessati a tale mercimonio non debbano essere costretti ad assistervi.
Anche al venditore con la licenza di ambulante si impongono regole su dove può piazzare la bancarella e quali regole deve rispettare. Si può e si DEVE fare per un mercato "particolare" che non deve essere spiattellato allo sguardo di bambini innocenti.
Quale partito vuole prendersi questo impegno?
Io lo voterò.
Dove c'è prostituzione, anche se pubblica via di transito, non si sa perché si accumulano rifiuti.
I Comuni sono tenuti a rimuoverli ovunque sul territorio di loro competenza. I Comuni che non lo fanno che vengano sanzionati nella persona dei Sindaci; essi possono a loro volta multare chi sporca degradando i luoghi; le Leggi, in cui sono specificate anche le somme delle multe da comminare, non sono state fatte per far sprecare fiumi di carta e tempo lavoro di impiegati dello Stato, vanno usate, applicate.
Tutti questi faldoni di Leggi che non servono a fare Giustizia sembra che scontentino tutti: i commenti dei lettori sotto gli articoli di giornale dimostrano che c'è fame e sete di Giustizia e che la gente non ha più fiducia nei giudici.
Se chi è nelle Forze dell'Ordine reclama Leggi serie vuol dire che ce ne sono troppe ed inutili.
Abbiamo un affollamento carcerario dovuto alla presenza di una delinquenza straniera sovrabbondante. L'UE minaccia sanzioni se non diamo almeno 8 mq. ad ogni detenuto.
Il Ministro della Giustizia Orlando ha pensato bene, con l'assenso di Renzi naturalmente, di svuotare le carceri depenalizzando i reati.
E rispedire nei loro Paesi di origine gli stranieri a scontare la pena no? Si può dichiarare chi ha commesso reati nel nostro Paese "persona indesiderabile"?
Tutto si può fare se si vuole.
Soprattutto se si è riusciti a depenalizzare reati come l'incesto e la truffa (art. 640 C.P.). Si è cercata la strada più facile per decongestionare le carceri. Peggio per le vittime di reati.
Renzi vuole sapere quali sono le cose dove si deve intervenire: sono queste. Impedire che l'Italia degradi. Fermare il degrado.
Si è accorto Orlando, che blatera tanto, che le truffe sono aumentate? Che i truffatori vengono ad importunarti anche in casa? Che le vittime più indifese sono gli anziani?
Non voglio appesantire questo post con esempi, ma scriverò di un fatto recente ed emblematico di cosa avviene qua fuori.
Si, qua fuori, perché non vivete voi politici come viviamo noi. Voi siete circondati da poliziotti pagati da noi, girate con auto blù nonostante le gran chiacchiere che avete fatto sulla loro riduzione, avete tante facilitazioni che vi impediscono di vedere e sentire quello che noi viviamo ogni giorno.
Riconosco a Renzi l'aver approvato l'istituzione del reato di Omicidio Stradale, di aver fatto una Legge sulla Buona Scuola che però è stata applicata da cani da chi aveva in mano il Ministero e che, comunque, non è stata sufficiente a correggere problemi precedenti come quelli creati dalla Legge 81/2008 che equipara i Dirigenti Scolastici al Datore di Lavoro privato, un orrore incostituzionale in quanto tali Dirigenti non hanno capacità di spesa, e dunque di intervento, sulla sicurezza degli edifici che dirigono, ma ne rispondono penalmente e con il loro stipendio se multati per inadempienze degli Enti preposti alla messa a norma degli edifici: Comuni e Provincie. 
Manca un giusto coordinamento fra competenze diverse, e non solo nel campo della Scuola, e quindi una vera assunzione di RESPONSABILITA'.

sabato 11 marzo 2017

Un giovane scrittore per cui scrissi una recensione qualche anno fa...


Jo va a nanna di Pietro Dell’Acqua 

Un sogno vorticoso a cui è difficile trovare dei precedenti letterari. Un’esperienza, che sommerge il lettore con un getto continuo di spunti e suggestioni, per lasciarlo alla fine, come dopo un sogno enigmatico, stravolto e quasi incapace di pensieri coerenti. Il libro è diviso in due parti, due emisferi di un mondo capovolto: nella prima seguiamo il protagonista, Jo, mentre tira a campare con mezzi più o meno leciti, nel tentativo di placare la sua fame di cibo, di amore e di verità; nella seconda entra in scena la nonna di Jo, Hannah, inutilmente intenta a porre un freno alle scorribande del nipote. Personaggi inafferrabili, dai contorni indefiniti; nella fantasmagoria verbale costruita dall’autore perfino l’identità personale va in pezzi. E non appena la tela si squarcia, ecco emergere una critica amara e ironica della nostra realtà attuale. Pietro Dell'Acqua | nato a Como nel 1984. Ha pubblicato il romanzo Come se niente fosse e la raccolta di racconti Zeropuntozero.



editore mariangela mincione | direzione@mincionedizioni.it redazione rosalba de silvestriis | redazione@mincionedizioni.it ufficio stampa sabrina ramacci | stampa@mincionedizioni.it sede operativa | via delle alpi, 30 - 00198 roma sede legale | via basilio puoti, 50 - 00135 roma
www.mincionedizioni.it

 Incipit | Un gelato al pistacchio. Giova stava chino con la testa in mezzo ai piedi, essei sempre in mezzo ai piedi, e lanciava la palla per aria immaginandosi un mondo capovolto, in cui i piedi sarebbero stati ben piantati in cielo e nessun vecchio l’avrebbe più guardato con quell’opprimente gravità. Faceva rimbalzare la palla per cielo, quale era la causa?, quale l’effetto?, giova, Jo, va’ a cagare, dicevano i regazzini desiderosi di iniziare a giocare e immemori di quanto successo qualche giorno addietro, quando il pallone aveva infranto un vetro e un signore era venuto a sbraitare delinquenti, vi porto in tribunale, vi faccio causa! Ma quale palla che cade nel cielo, disse uno dei bimbi impossessandosi della sfera, poche palle, sarà un effetto ottico, come son le squadre? Titolo: Jo va a nanna Autore: Pietro Dell’Acqua Collana: Narrativa Pagine: 118 Prezzo: 13,00 Isbn: 9788899423469 Uscita: Marzo 2016

Ufficio Stampa Mincione Edizioni Sabrina Ramacci 377.2782511 stampa@mincionedizioni.it

venerdì 10 marzo 2017

Per ridere un po': Le Comiche: ""Aggiustamose" a' realtà"



"Aggiustamose a' realtà"


Moglie Boh?: "Hai sentito? I nuovi vicini stanno alzando la voce. Strano, non li ho mai sentiti litigare."
Marito Boh?: "Non sono litigiosi come noi due."
Moglie Boh?: "No, calma piatta. Però litigano per qualcosa di assurdo. Lui le ha detto che se parla con noi, con me in particolare, non deve dire che i suoi parenti sapevano qualcosa delle pazzie che la Schizzata..., volevo dire Schizzosa Invidiosa, dice in giro su di noi per vanificare quello che, ahimé, nostro malgrado sappiamo su di lei."


Marito Boh?: "Di cosa hanno paura questi sottosviluppati che stanno a sentire una simile sciroccata? Forse pensano che se la quereliamo possono essere messi in mezzo? Ma stessero pure tranquilli!"

Moglie Boh?: "Se sono sottosviluppati ragionano da sottosviluppati. Mi ha fatto pena la moglie che, poveretta, l'hanno messa in mezzo e si difendeva dicendo che lei non diceva nulla e lui, alzando la voce, le ha detto: "Solo se te lo chiede! Solo se te lo chiede!" Ma ti pare che io le vado a chiedere qualcosa dei loro parenti che frequentano una così? A proposito, la Schizzata.., cioè Schizzosa Invidiosa insieme al Demente...
Marito Boh?: "Vuoi dire Clemente..?"

Moglie Boh?: "Sì, il marito... diciamo.. certo quello è e gli sta bene così.. Insomma si erano messi a sentire i due che litigavano davanti alla loro entrata sul retro. Lei era molto interessata, lui essendo un morto, come lei gli ha detto in faccia davanti a testimoni, l'assecondava senza interesse, ma l'assecondava. Sono rimasti a sentire attenti e ho udito la seguente scenetta: ...." 


Schizzosa Invidiosa: "Clemente Demente... hai sentito? Villana Analfabeti sta litigando con il marito..."






Clemente Demente: (Ascolta un po')"?????... Stanno a litigà .. pe 'a matta!"






Marito Boh?: "Si vede che Demente ha capito che la causa del litigio era sua moglie che crea imbarazzo nella gente per i suoi teatrini diffamatori."
Moglie Boh?: "No mio caro! Per "matta" Clemente Demente intende me! A lui sua moglie appare normale."
Marito Boh?: "Visto il distacco dalla realtà in cui vive per sopravvivere a tanta mota, non me ne stupisco ma, anche se per lui la matta sei tu, in che modo avresti causato il litigio fra quei due secondo il demente di nome e di fatto? Tu te ne stai a casa tua, non giri per le case dicendo pazzie su te stessa e sugli altri come Schizzosa, e trascuriamo il resto..., se la gente le dà retta e poi teme chissà cosa tu cosa c'entri? Secondo questo pazzo la vittima di insulti sarebbe la causa... Ma non meravigliarti di un uomo che vive così..."

mercoledì 8 marzo 2017

Renzi: "Avanti tutta"! E quando D'Alema sognava.. fino a MPS salvata 2 volte con i soldi dei contribuenti!

Da: La Stampa

ROMA   8 marzo 2017
Renzi è arrivato ieri mattina a Roma in treno da Firenze e ha subito incontrato il capogruppo al Senato Luigi Zanda. «Andiamo dritti al voto sulla mozione di sfiducia. Non dobbiamo non temere nulla. Prima si vota meglio è. Non dobbiamo dare l’idea di volere rinviare», gli ha detto. Così la sfiducia dei 5 Stelle a Luca Lotti è stata calendarizzata al Senato per il 15 marzo. Poi l’ex premier ha visto l’altro capogruppo, Ettore Rosato: gli ha chiesto di convocare al più presto l’assemblea dei deputati, come vuole Francesco Boccia, sostenitore della candidatura di Michele Emiliano, per ascoltare il ministro dello Sport sulla vicenda Consip. «Luca ci andrà volentieri e avrà molte cose da dire». L’ex premier spiega ai suoi più stretti collaboratori che non bisogna avere paura di nulla e di nessuno, che bisogna anzi andare all’attacco perché non c’è nulla da nascondere. «Sono altri che hanno scheletri nell’armadio», precisa il leader dei Democratici che non a caso ieri ha rilanciato, con un articolo sul Sole 24 ore, la richiesta di istituire la commissione d’inchiesta sul sistema bancario.  

«Aspettiamo con curiosità - scrive Renzi - che il Parlamento approvi la commissione di inchiesta sulle banche. Sarà interessante per capire le vere responsabilità. Per me la trasparenza è un concetto irrinunciabile. Spero lo sia anche per tutti gli altri partiti e soggetti coinvolti». Renzi vuole indagare sull’acquisizione della Banca 121, istituto del Salento (ex feudo elettorale di D’Alema), di Antonveneta, pagata circa 9 miliardi di euro dal Monte dei Paschi. E poi sollevare il velo su Banca popolare di Vicenza e Veneto Banca, sui «comportamenti scorretti dei vertici degli istituti per troppo tempo sottovalutati o tollerati, anche a livello locale». 

Renzi mette la Lega nel mirino e quando parla di dodici mesi di lavoro per la commissione d’inchiesta ammette che si andrà a votare nel 2018 e di aver rinunciato alle elezioni anticipate. Parlando con i suoi collaboratori, spiega di essere tranquillo nel suo rapporto con Gentiloni. È sicuro che non verranno alzate le tasse. Gentiloni ha fatto di più: il premier ha prospettato la riduzione delle tasse sul costo del lavoro. Per Renzi questa è la condizione migliore per fare una campagna congressuale all’attacco e affrontare le elezioni nel 2018 con un messaggio positivo e forte: si riducono le tasse e si crea nuova occupazione. La vicenda giudiziaria Consip oggi lo preoccupa di meno. È sicuro che babbo Tiziano non abbia commesso reati. Ma è stato il figlio a chiedere al padre di annullare l’assemblea del Pd a Rignano e, soprattutto (anche in maniera ruvida), di tenere d’ora in poi un profilo più basso. «Avanti con determinazione», è il messaggio che ieri Renzi ha dato alle truppe. «Se qualcuno pensava di farmi calare la testa ha sbagliato di grosso», ripete. Ma c’è una cosa che Renzi non riesce a digerire: l’atteggiamento degli scissionisti bersaniani che non voteranno la mozione di sfiducia, ma chiedono a Gentiloni di togliere le deleghe a Lotti. È come chiederne le dimissioni. Renzi ricorda quando sul banco degli accusati finì Vasco Errani (anche lui scissionista) e lui lo difese. E quando Errani venne assolto lo nominò commissario per il terremoto. 

Da: La Repubblica.it (appena 10 anni fa...)
Le telefonate 

D'Alema-Consorte. 
In una telefonata del 14 luglio 2005 l'attuale ministro degli Esteri disse all'ex presidente di Unipol, Giovanni Consorte, che avrebbero dovuto parlarsi di persona perché Consorte avrebbe dovuto stare attento alle comunicazioni. In una telefonata successiva, D'Alema dice a Consorte di parlare con il senatore diessino Nicola Latorre. L'attuale ministro degli Esteri e il finanziere si mettono d'accordo per vedersi, la domenica successiva, a casa di Latorre. In un'altra conversazione, Consorte parla a D'Alema della scalata Bnl. Commenta D'Alema: "Vai, facci sognare". Replica Consorte: "E' da fare uno sforzo mostruoso ma vale la pena a un anno dalle elezioni". 

Latorre-Ricucci. 
Il 18 luglio Latorre chiama Ricucci che dice: "Ecco il compagno Ricucci all'appello. Ormai stamattina a Consorte gliel'ho detto, datemi una tessera, non ce la faccio più". Latorre: "Ormai sei diventato un pericoloso sovversivo rosso". Ricucci: "Ho preso da Unipol, io. Tutto a posto, abbiamo fatto tutte le operazioni con Unipol". 

Consorte-Fassino. 
E sempre per restare in casa diessina il 17 luglio del 2005, Consorte dice al segretario dei Ds, Piero Fassino, di avere il 51,8% di Bnl e che, nell'operazione, ha coinvolto quattro banche cooperative che fanno capo a Pierluigi Stefanini. In una telefonata precedente del 5 luglio 2005, Fassino aveva chiesto a Consorte istruzioni perchè avrebbe dovuto incontrare Luigi Abete e non sapeva che cosa dirgli. Nell'occasione Fassino avrebbe detto: "Sto abbottonatissimo". 

Latorre-Consorte. 
Ancora Latorre e le sue telefonate con Consorte. In una di queste Latorre si lascia andare su Fassino: "Non capisce un tubo". In un'altra, Ricucci racconta di aver chiesto a Consorte di fargli avere una tessera dei ds: "Non ce la faccio più". 

Le reazioni. E sulla polemica legata alla pubblicazione delle intercettazioni, interviene Antonio Di Pietro che evita commenti "che finirebbero per alimentare calunnie e fare da cassa di risonanza mediatica". Mentre il diessino Nicola Latorre, intervistato da Repubblica Tv, taglia corto: "Sono curioso di vedere quali motivazioni saranno date allo spargimento di veleni. Del resto in questi giorni abbiamo già letto molta spazzatura". Chi, invece, parla di "circo mediatico illegale" è il senatore dei Ds Guido Calvi, che spesso ha svolto il ruolo di avvocato dei dirigenti della Quercia. 

(11 giugno 2007)



Non solo terremoto

Da: PICENO OGGI.it

Terremoto, la tragica morte della famiglia di Accumoli: “Ora vogliamo la verità”

Andrea Tuccio e Graziella Torroni, scomparsi tragicamente a causa del terremoto che ha colpito Accumoli
insieme ai loro due bambini di 8 anni e 8 mesi
ACCUMOLI – Una famiglia distrutta. Quel tragico 24 agosto, alle ore 3:36. La terra trema, sussulta sulle due sponde dell’Appennino. Quasi per una macabra fatalità, la montagna falcia vite in tre paesi che iniziano tutti con la stessa lettera, quella A che sta anche per inizio di una sequenza sismica che proseguirà nei mesi successivi.Quasi 300 morti tra Amatrice e Accumoli, nel Lazio, e Arquata, nelle Marche.
Ad Accumoli, epicentro del terremoto, le frazioni subiscono danni e registrano numerose vittime. Sembra salvarsi il capoluogo cittadino, dove le abitazioni riportano dei danni ma non si registrano crolli distruttivi. Con una eccezione: il campanile della Chiesa di San Francesco. Che viene giù, violentemente. E si schianta contro la camera da letto dove dormivano, quella sera, Andrea Tuccio, 34 anni, lavoratore nel settore dell’edilizia, Graziella Torroni, sua moglie, casalinga, e due bambini, Stefano, di 8 anni, e Riccardo, di appena 8 mesi. Per loro, purtroppo, l’impatto è mortale.
Sono le uniche vittime di Accumoli capoluogo.
Perché solo quel campanile è crollato? Si apre immediatamente una inchiesta giudiziaria (clicca qui il Corriere.it del 28 agosto 2016): è stato il caso avverso, o c’è dell’altro? Perché vi era stata, negli anni precedenti, una elargizione di fondi a favore della ristrutturazione proprio del campanile. Sky Tg24 scrive: “Aperto un fascicolo sul campanile di Accumoli: i soldi stanziati per consolidarlo sarebbero stati usati per migliorie alla chiesa”. Migliorie?
Di questo si preoccupa adesso la famiglia Tuccio, e precisamente la sorella, Catia, e il fratello Massimiliano. Catia vive ad Ascoli e il lutto del 24 agosto è incancellabile, tanto più se provocato da eventuali negligenze che devono essere ancora dimostrate: “Non veniamo informati di nulla. Sappiamo che è stato aperto un fascicolo d’inchiesta e che ci sarebbero 15 indagati, ma non sappiamo neppure se ci sono stati degli avvisi di garanzia” spiega a PicenoOggi.it.
“Vorremmo sapere se i lavori di messa a norma del campanile sono stati eseguiti come dovevano oppure no” dice Catia Tuccio, “quel campanile aveva molte lesioni già prima del terremoto”. Una ferita insanabile, quella che è costata la vita a quattro persone di cui due bimbi innocenti. Una ferita però che rischia di essere aggravata dal rischio dell’oblio: “Dalla Diocesi di Rieti non abbiamo avuto nessun contatto,nessuno ci ha nemmeno parlato dopo la tragedia” continua Catia, “ho una mamma malata di tumore da sei anni e non abbiamo ricevuto accoglienza da nessuno, l’abbiamo dovuta trasferire in una Casa di Accoglienza a Rieti”. Per contro la famiglia Tuccio ringrazia “il sindaco di Accumoli, Stefano Petrucci, che per qualcuno sarebbe tra gli indagati per il crollo del campanile ma che con noi è sempre stato gentilissimo e premuroso”.
Santa Madre Chiesa si preoccupa dei luoghi di culto...
Spero che l'inchiesta accerti perché appena sotto quel campanile esisteva un'abitazione.
C'era da prima? E' stata costruita dopo? Con quali permessi?
Oltre, ovviamente, accertare di come la Curia avesse speso i soldi del terremoto de L'Aquila e le responsabilità dell'ingegnere che ha firmato la chiusura di quei lavori. Ha tenuto conto detto ingegnere che il campanile antico sovrastava abitazioni civili?
Questa l'intervista (una delle tante, povero Petrucci) che il Sindaco di Accumoli ha rilasciato al giornalista Fabrizio Caccia del Corriere della sera.it:
È preoccupato per l’inchiesta della Procura, sindaco Petrucci?
«E perché mai? I magistrati fanno il loro dovere, perciò se servirà mi metterò a completa disposizione e andrò a chiarire. Ma io sono trasparente…».
Visto che è trasparente, allora facciamo chiarezza.
«Va bene. Il Comune non era proprietario del campanile crollato e non è stato mai né committente né stazione appaltante dei lavori di restauro».
Sta parlando da sindaco, ma qui ci sono quattro morti e un campanile che non doveva cadere. Parli da geometra, se crede.
«I campanili sono strutture snelle e dunque vanno usati materiali elastici. Lì sono stati fatti dei lavori di muratura…».
Sta dicendo che son stati sbagliati i materiali?
«Ma no, la chiesa era antica, c’era il vincolo della Soprintendenza, la muratura andava usata e infatti poi l’hanno incatenata con l’acciaio, hanno fatto delle iniezioni. Il guaio è che in Italia bisogna per forza trovare il colpevole. E qui ci si dimentica, invece, che la scossa è stata tremenda».
D’accordo sul terremoto. Ma insomma, lei davanti a questa tragedia non viene sfiorato nemmeno da un dubbio?
«Mi auguro solo che non ci siano state mancanze nei lavori eseguiti e nei controlli effettuati…».
Ma questo, se permette, non è poco.
«Eh, ma c’erano gli uffici preposti! L’incarico della progettazione fu dato dalla Regione Lazio, un’impresa vinse l’appalto e il direttore dei lavori non era mica del Comune. Il progetto strutturale, infine, venne approvato e collaudato dal Genio Civile di Rieti. Perché lo chiedete a me?».
Perché per il restauro furono stanziati soldi pubblici: per la precisione, i fondi dell’ex commissario per il sisma del ’97.
«Che c’entra? I soldi furono dati ai proprietari degli immobili storici da restaurare. Nel caso del campanile, furono dati alla Chiesa. Ma ora sono davvero stanco. Ho problemi ben più seri di cui occuparmi».
Il futuro di Accumoli.
«Certamente. Questo paese vive di industria boschiva, di ovinicoltura, di zootecnia e di edilizia. Ma si sta sempre più spopolando. Prima del 1945 le classi a scuola contavano 30 alunni, in ogni famiglia c’erano 9-10 figli. Oggi siamo diventati una comunità di appena 670 abitanti, che triplica in agosto solo perché arrivano i romani per le ferie. Ma d’inverno il 70-80 per cento della popolazione è formato solo da ultrasessantacinquenni. E la disoccupazione giovanile è arrivata al 30 per cento. Sono queste le cose importanti, perché il terremoto è stata una mazzata terribile e sarà dura rialzarsi».
Il suo partito che dice?
«Non ho partiti né tessere. Mi sono candidato con la lista civica “Insieme per Accumoli” e i miei concittadini mi hanno dato fiducia. Ma basta con le calunnie, le polemiche, le inesattezze».
Quali?
«È stato pure scritto che il campanile di San Francesco è stato restaurato tre volte. Non è vero! Soltanto due. Alla fine sarò io a portare qualcuno davanti ai magistrati. Ma voi la conoscete la Scala Mercalli?».
La scala che misura l’intensità dei terremoti in base ai danni causati…
«Appunto. Andate a vedere che dice: la scossa è rovinosa quando crollano i campanili».
Che vuol dire?
«Che anche i campanili, purtroppo, possono crollare. Qui ad Accumoli ne è caduto un altro, quello di Santa Maria della Misericordia. Nessuno ne ha parlato».
Ai parenti della famiglia Tuccio si sente di dire qualcosa?
«Con la famiglia Tuccio siamo cresciuti insieme, i miei figli giocavano con i loro. Io posso solo dire che ci mancheranno».